Russia, è giallo sulla morte del top manager della Lukoil: le ipotesi

Secondo fonti ufficiose Maganov è morto cadendo dalla finestra del sesto piano della Clinica centrale ospedaliera di Mosca, ma Lukoil afferma che è morto dopo una lunga malattia.

Lukoil - Foto di Ansa Foto
Lukoil – Foto di Ansa Foto

Il presidente del consiglio di amministrazione e primo vicepresidente esecutivo della compagnia petrolifera russa Ravil Maganov, è morto. È giallo sul decesso. Fonti ufficiose affermano che sarebbe avvenuto dopo una dalla finestra del sesto piano della Clinica centrale ospedaliera di Mosca, il centro in cui vengono curate personalità di spicco della Russia.

A dare la notizia, l’agenzia di stampa Interfax: “Maganov è caduto dalla finestra della sua stanza dell’ospedale stamattina. È morto per le ferite”, ha spiegato l’agenzia citando una fonte, aggiungendo che la polizia sta effettuando i rilievi sul luogo dell’incidente.

La versione di Lukoil

Il gruppo petrolifero russo però ha ufficializzato la notizia con un comunicato stampa, spiegando che in realtà Maganov sarebbe morto “dopo una lunga malattia“, senza fornire ulteriori dettagli. Non è il primo manager russo morto negli ultimi mesi.

Secondo l’agenzia Reuters, il manager lavorava da Lukoil dal 1993, poco dopo la nascita dell’azienda. Si era occupato dei processi di raffinazione, produzione ed esplorazione, diventando presidente dell’azienda nel 2020. Suo fratello Nail è il capo dell’azienda petrolifera russa Tatneft.

Maganov era uno stretto collaboratore di uno dei fornitori di Lukoil, Vagit Alekperov, ex viceministro del petrolio sovietico. Si è dimesso da Lukoil ad aprile, una settimana dopo che il Regno Unito gli aveva imposto il congelamento dei beni e il divieto di ingresso come parte delle sanzioni contro le azioni militari russe in Ucraina.