Caro energia, prorogato al 5 ottobre il taglio delle accise. Inflazione all’8,4%

Secondo le stime dell'Istat, ad agosto l'indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,8% su base mensile e dell'8,4% su base annua.

Caro benzina - Foto di Ansa Foto
Caro benzina – Foto di Ansa Foto

In attesa dei nuovi provvedimenti che il governo sta studiando per risolvere il caro energia che ha colpito famiglie e imprese, i Ministeri dell’Economia e delle Finanze e della Transizione ecologica hanno prorogato gli sconti sulle accise della benzina.

I ministri Daniele Franco e Roberto Cingolani hanno firmato il decreto interministeriale che estende al 5 ottobre le misure in vigore per ridurre il prezzo finale del carburante. Fino a nuova data quindi, è stato allargato il taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, gpl e metano.

Inflazione all’8,4%

Intanto l’inflazione corre ancora e sale toccando un nuovo record. Secondo le stime dell’Istat, ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,8% su base mensile e dell’8,4% su base annua (da +7,9% del mese scorso).

Sono l’energia elettrica e il gas del mercato libero che producono l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (in parte mitigata dal rallentamento di quelli dei carburanti) e che, con gli alimentari lavorati e i beni durevoli, spingono l’inflazione a un livello che non si registrava da dicembre 1985 (quando fu + 8,8%)“, spiega l’Istat.

Beni alimentari: i prezzi più alti dal 1984

Preoccupano anche i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che ad agosto sono cresciute del 9,7%: il dato più alto dal 1984. Sul comparto industriale invece, i dati parlano di un aumento dei prezzi della produzione industriale del 5% su base mensile e del 36,9% su base annua.

Nel secondo trimestre 2022 i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dell’1,8% sul trimestre precedente e del 4,0% su base annua. Gli incrementi tendenziali più elevati riguardano i servizi di trasporto marittimo e costiero (+ 42,5%) e di trasporto aereo (+ 26,5%); le uniche flessioni tendenziali interessano i servizi di telecomunicazione (- 3%) e le altre attività dei servizi di informazione (- 2%).