Elezioni politiche, alleanza di centrosinistra: attesa la risposta di Calenda a Letta

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio questa sera presenterà il suo progetto con Bruno Tabacci: "Mi convince, condividiamo l'agenda Draghi".

Carlo Calenda, Enrico Letta (archivio) - Foto di Ansa Foto
Carlo Calenda, Enrico Letta (archivio) – Foto di Ansa Foto

Resta ancora da sciogliere il nodo delle alleanze per il centrosinistra. Oggi il segretario del Pd Enrico Letta e il leader di Azione Carlo Calenda si incontreranno per cercare un accordo. Non è piaciuta a nessun partito la proposta di Letta di introdurre una tassa di successione per i multimiliardari per finanziare una quota per i neomaggiorenni. Secondo Matteo Renzi, è una proposta “folle”, mentre per Conte, ai giovani non serve una “dote”, ma un lavoro non precario.

Entro oggi, lunedì primo agosto, arriverà l’accordo con Azione che sembra molto complicato. Per Calenda non è possibile un’alleanza con ex 5 Stelle come Fico e Di Maio e con chi ha detto no a Draghi come Frantoianni e Bonelli. “Quello che sicuro aiuta la destra è una coalizione eterogenea, confusa e poco credibile. Cerchiamo di evitarla. Noi ce la stiamo mettendo tutta. Le questioni le conosci da giorni. Stasera le abbiamo messe per iscritto con Più Europa. Aspettiamo una risposta”, ha twittato Calenda rivolgendosi al segretario Dem e al suo appello contro il terzo polo.

Calenda: “Noi, delusi dalla discussione con il Pd”

Il leader di Azione, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega: “Siamo molto delusi dalla discussione con il Pd. Abbiamo iniziato un percorso con Enrico Letta che parlava di agenda Draghi. Oggi quell’agenda è totalmente sparita. Abbiamo presentato un documento preciso su come intendiamo governare il Paese. Non abbiamo avuto alcuna risposta”. 

Sulla coalizione di centrosinistra, Calenda spiega: “Letta invece di far entrare Marco Bentivoglio fa entrare Federico D’Incà che non ha votato la fiducia. Come si fa? Questa coalizione sta diventando una roba improponibile: ci facciamo ridere dietro”. Ed aggiunge: “Non chiudiamo la porta al dialogo”, ma “abbiamo chiesto a Letta due cose precise, non chiacchiere e appelli. Primo, non un voto di Azione e +Europa può andare a Di Maio, Frantoianni e Bonelli. Visto che il Pd ci tiene tanto a candidarli, lo facesse nel proporzionale e nella lista Democratici e Progressisti. Noi non candideremo negli uninominali Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, che pure sono ministre in carica del governo Draghi, proprio per trovare tutte le soluzioni che uniscono. Secondo, va bene avere programmi diversi, ma non contraddittori. Chiediamo un incontro per definire i punti programmatici comuni”. 

Letta ribadisce: “L’alternativa è tra noi e Meloni”

Enrico Letta alla festa dell’Unità di Villalunga ribadisce che il 25 settembre sarà una “alternativa secca tra noi e Meloni, è già così nei fatti. Esistono due Italie nelle scelte che si fanno”. Ed aggiunge: “Se vinceranno loro, l’Italia sui diritti civili farà un drammatico passo indietro. Ecco perché io chiamo alla battaglia politica, e dico no a terzi poli, è una battaglia epocale quella che abbiamo davanti, battaglia che io combatterò senza risparmio di energie”. 

Centrodestra: ogni partito correrà col proprio capo

Dal fronte del centrodestra arriva la notizia ogni partito correrà con il proprio capo politico e chi prenderà più voti indicherà il candidato premier al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ogni forza politica della coalizione andrà alle elezioni col proprio simbolo.

Matteo Salvini urla alla pace fiscale: “Questa stramaledetta guerra prima finisce e meglio è per tutti” e “se non è questo il momento della pace fiscale, qual è il momento della pace fiscale? Il momento di azzerare tutto?”, ha affermato il leader del Carroccio durante un intervento della festa della Lega Romagna.

Tajani e la scelta dei ministri: “La regola è la competenza”

In un’intervista a Radio 24, Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, afferma che “la regola” sulla scelta dei nomi dei ministri “dovrà essere la qualità, la competenza delle persone”. 

Di Maio – Tabacci: questa sera la presentazione del nuovo progetto politico

Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio questa sera presenterà il suo progetto con Bruno Tabacci: “Parlo con Di Maio da un anno e mezzo, da quando è arrivato alla Farnesina con Draghi. Ero incuriosito dalla sua evoluzione, tanto ero distante dal primo Di Maio, tanto sono in piena sintonia con il Di Maio che si autodefinisce senza se e senza ma un “draghiano”. Per il resto, da democratico cristiano convinto, mi vengono in mente le parole di Papa Roncalli: “Se incontri un viandante, non chiedergli da dove viene, domandagli dove sta andando”. 

Sul progetto politico con Di Maio, Tabacci, afferma: “Mi convince che siamo perfettamente d’accordo nel giudizio sul lavoro di Draghi, nella critica agli irresponsabili, destre e Conte, che gli hanno negato la fiducia, nell’opinione che questo lavoro debba proseguire nella prossima legislatura. Se possibile con lo stesso premier”.