Ennesimo blocco degli ambientalisti di Ultima Generazione a Roma, sul Grande Raccordo Anulare. Gli attivisti si siedono sull’asfalto rovente della strada che cinge la Capitale per sensibilizzare gli automobilisti sulle conseguenze nefaste del cambiamento climatico e dell’inquinamento. In molti, però, più che sensibilizzarsi esprimono la loro contrarietà. Stavolta è un tassista a minacciare di “sfondare” uno degli attivisti che era salito sul suo cofano per fermarlo.

Le manifestazioni di Ultima Generazione a Roma si susseguono con cadenza ormai quasi giornaliera. Il copione è sempre lo stesso: una ventina o poco più di ambientalisti si siedono sull’asfalto, bloccando il traffico. Gli automobilisti, per gran parte, protestano contro di loro e cercano di portarli via a braccia. Finché non arriva la polizia, di norma dopo una decina di minuti, per identificare i manifestanti. I momenti di tensione non mancano, ma per fortuna finora non ci sono state conseguenze gravi a parte gli insulti.

La nota di Ultima Generazione: “Pronti a farci strattonare”

“Alle 7:00 siamo arrivati in prossimità dell’uscita 31-32: uno di noi ha rallentato il traffico, suonando un fischietto e invitando con la mano gli automobilisti a fermarsi, mentre gli altri formavano una catena umana, tenendosi per mano. – si legge in una nota di Ultima Generazione – Così abbiamo pian piano e pacificamente invaso la carreggiata esterna, mentre alcuni motociclisti sfrecciavano a destra e sinistra approfittando degli ultimi varchi disponibili. Abbiamo poi srotolato i nostri striscioni e ci siamo seduti per terra, pronti a farci strattonare”.

“La strada che stiamo percorrendo ci porterà al collasso”

La nota continua spiegando i motivi degli improvvisi sit-in: “Pericoloso? Sì, ma è più pericoloso quello che ci aspetterà nei prossimi anni se le autorità non faranno nulla per arginare tempestivamente le cause alla base del surriscaldamento globale. La strada che stiamo percorrendo ci porterà inevitabilmente verso il collasso: dobbiamo bloccarla. Dobbiamo bloccarla insieme. Dobbiamo bloccarla ora. Se lo facciamo insieme, saremo centinaia e non potranno più arrestarci, dovranno necessariamente ascoltarci e scegliere di proteggerci”.