Crisi del grano: presto il sì di Mosca allo sblocco delle navi in Ucraina

Il via libera della Russia potrebbe arrivare molto presto, come ha affermato il premier italiano Mario Draghi in conferenza stampa al termine del G7 di Elmau. 

Crisi del grano (generica) - Foto di Ansa Foto
Crisi del grano (generica) – Foto di Ansa Foto

Una delle conseguenze dirette dell’emergenza siccità che ha colpito in particolare il Nord Italia in queste ultime settimane, è la crisi dell’agricoltura.

Senza acqua infatti, il cibo non cresce e ciò provoca anche l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Il calo produttivo ha già colpito il grano e la stessa sorte sembra toccare anche al riso. Stando alle stime di Cia-Agricoltori italiani, il caldo e le precipitazioni dimezzate hanno causato un calo produttivo di almeno il 30%.

Attenzione quindi, ai fenomeni speculativi, ennesimo colpo basso ai danni dell’agricoltura”, afferma Cia all‘Ansa, sollecitando interventi tempestivi che possano anche estendere l’applicazione del credito di imposta per comprare gasolio agricolo fino a fine stagione.

Crisi del grano: lo sblocco delle navi in Ucraina potrebbe arrivare presto

Ad intensificare il problema della crisi alimentare, c’è anche la guerra in Ucraina. Le navi contenenti il grano infatti, restano bloccate nei porti. Il presidente turco Erdogan ha offerto il suo appoggio nei lunghi viaggi nelle navi cariche di grano rubato in Ucraina.

Il via libera della Russia potrebbe arrivare molto presto, come ha affermato il premier italiano Mario Draghi in conferenza stampa al termine del G7 di Elmau.

Molti pensavano che fosse necessario sminare porti e invece ieri Guterres ci ha detto che ci sono corridoi sicuri per far passare le navi. Questo vuol dire guadagnare da due settimane a un mese”.

Draghi spiega: “Il secondo punto riguarda la necessità che le uscite delle navi siano protette e non ci siano attacchi russi e l’unica garanzia di protezione accettabile è quella dell’Onu, che la Russia rifiutava”.

Inoltre, conclude il premier: “Poi c’è la necessità di ispezionare le navi, come mi aveva detto anche Putin, per essere sicuri che non portino armi. La Russia ha accettato che ci sia un gruppo di tre” soggetti. “Ucraina, Turchia e Onu. Quello che tutti stanno aspettando è il sì finale del Cremlino, che dovrebbe arrivare molto presto, ha detto Guterres. Siamo in una condizione diversa rispetto a qualche settimana fa. Queste notizie ci fanno sperare bene, ma è prematuro essere troppo ottimisti”.