Reddito di cittadinanza, Renzi ci riprova: “Il 15 giugno al via la raccolta firme per abolirlo”

"Al peggio non c'è mai limite. Non solo non si interessano delle persone in difficoltà, ora le umiliano anche", ha scritto su Facebook il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Matteo Renzi - Foto di Ansa Foto
Matteo Renzi – Foto di Ansa Foto

Il 15 giugno Italia Viva comincerà a raccogliere le firme per abolire il reddito di cittadinanza. La battaglia di Matteo Renzi contro la misura cara al Movimento 5 Stelle è cominciata l‘estate scorsa e adesso ha intenzione di provare con un referendum.

L’iniziativa è stata annunciata su Facebook dal leader di Italia Viva: “Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge, dal 15 giugno partirà una raccolta ufficiale di firme. Ma vogliamo soprattutto cambiare il mondo del lavoro per i più giovani”. 

Reddito di cittadinanza, Rosato: “Va riscritto tutto”

Il presidente di Italia Viva Ettore Rosato ha confermato la notizia su Twitter: “Dal 15 giugno partiamo per la raccolta di firme per l’abolizione del reddito di cittadinanza. Strumento sbagliato, va riscritto tutto. Siamo al paradosso che spendiamo un sacco di soldi ma ci sono poveri senza aiuto, disoccupati senza proposte di lavoro, aziende senza lavoratori, più lavoro nero. Ci vogliono più soldi per la lotta alla povertà, risorse direttamente alle aziende che assumono, più soldi in busta paga a chi lavora”. 

Non è escluso che potrebbe partecipare anche il centrodestra alla raccolta firme. Negli ultimi tempi infatti, Matteo Salvini è tornato ad attaccare il reddito di cittadinanza, mentre Forza Italia non ha mai risparmiato critiche, come Fratelli d’Italia.

Ma per legge la richiesta di referendum non potrà essere depositata prima del 2025

Ma c’è un’incertezza. Nell’articolo 31 della legge 352 del 1970 è scritto che una richiesta di referendum non può essere depositata “nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione delle Camere medesime”. Siccome la legislatura scadrà a marzo del 2023, nel 2022 e nel 2023 non sarà possibile depositare la richiesta.

La replica di Giuseppe Conte

Al peggio non c’è mai limite. Non solo non si interessano delle persone in difficoltà, ora le umiliano anche”, ha scritto su Facebook il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.