Guerra in Ucraina, Pentagono: nuovi aiuti militari a Kiev da parte di 20 Paesi

Il viceministro degli esteri russo Andrey Rudenko ha fatto sapere che Mosca sta studiando la proposta dell'Italia per una risoluzione pacifica della crisi in ucraina. 

Guerra in Ucraina - Foto di Ansa Foto
Guerra in Ucraina – Foto di Ansa Foto

L’abbiamo ricevuto da poco, lo stiamo valutando”. Il viceministro degli esteri russo Andrey Rudenko con queste parole ha fatto sapere che Mosca sta studiando la proposta dell’Italia per una risoluzione pacifica della crisi in ucraina.

Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, ha affermato che Putin è sfuggito a un attentato due mesi fa. “C’è stato un tentativo non molto tempo fa. Si tratta di un’informazione non pubblica e di un tentativo assolutamente fallito. Ma è successo davvero circa 2 mesi fa”, ha affermato.

All’ottantanovesimo giorno di guerra in Ucraina, la situazione sembra ancora lontana dalla pace, anche se ci sono passi in avanti. Mosca insiste: “Pronti a riprendere i negoziati con Kiev”. 

Svezia e Finlandia nella Nato, Erdogan: “Politica di allargamento deve tenere conto della sicurezza” di altri Paesi dell’Alleanza

Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan frena l’entusiasmo di Svezia e Finlandia sul loro ingresso nella Nato. Ieri a Helsinki era trapelato ottimismo su un eventuale accordo sulle garanzie richieste da Ankara riguardo all’accoglienza di alcuni cittadini di origine curda definiti dal governo turco “terroristi del Pkk“. Ma oggi Erdogan precisa: “Crediamo che una politica di allargamento della Nato che non tenga conto degli aspetti fondamentali della sicurezza” di uno dei Paesi che ne fanno parte, “non farà bene né a noi né all’Alleanza Atlantica. Come Paese che paga un prezzo per la Nato, vogliamo vedere passi concreti invece di dichiarazioni diplomatiche aperte su questioni relative alla nostra sicurezza nazionale”. 

Crimini di guerra, Shishimarin condannato all’ergasolo: altri 40 militari russi saranno processati

Il sergente russo Vadim Shishimarin, accusato da Kiev di crimini di guerra, è stato condannato all’ergastolo. Altri 48 militari russi saranno processati. Lo ha fatto sapere la procuratrice ucraina Iryna Venediktova in collegamento a Davos: “Sospetti sono stati segnalati su 49 individui che abbiamo cominciato a perseguire per crimini di guerra”, ha affermato. Le autorità ucraine hanno una lista di circa 600 sospettati, di cui due casi sono già approdati in tribunale, ha detto.

Guerra in Ucraina: Starbuck annuncia la chiusura di 130 bar in Russia

Intanto si allarga la lista delle grandi aziende che stanno lasciando la Russia a causa del conflitto di Putin: dopo quindici anni, Starbucks ha annunciato la chiusura di 130 bar nel Paese.

La notizia, poi smentita, dell’invio di truppe Usa all’ambasciata americana a Kiev

Il Wall Street Journal, nel corso della notte, ha diffuso la notizia che il Pentagono starebbe pensando di inviare truppe americane in Ucraina per proteggere l’ambasciata Usa a Kiev. La notizia è stata smentita dal Pentagono, che ha precisato che non c’è alcun piano per inviare truppe in Ucraina. La possibilità che fosse vero aveva suscitato la preoccupazione di molti. Il rischio era che Mosca avrebbe considerato l’invio di militari Usa come un’escalation rispetto alla promessa iniziale del presidente Joe Biden che nessun soldato americano avrebbe messo piede in Ucraina.

Intanto il presidente americano ha incontrato il premier giapponese Fumio Kishida in Giappone: “La Russia deve pagare un prezzo sul lungo termine”, per aver aggredito l’Ucraina.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in videocollegamento a Davos ha affermato: “Servono sanzioni massime contro Mosca”. 

Nuovi aiuti militari da 20 Paesi

Nuovi aiuti militari all’Ucraina arriveranno da una ventina di Paesi che oggi hanno partecipato a Ramstein, in Germania, alla seconda riunione mensile del gruppo di contatto dei Paesi occidentali contro l’aggressione russa.

Intanto sul fronte i soldati russi stanno sminando l’acciaieria Azovstal a Mariupol. A dare la notizia, il ministero della Difesa di Mosca, annunciando che oltre 100 ordigni esplosivi sono stati distrutti in due giorni. Tutti i prigionieri dell’Azovstal sono detenuti nel Donetsk e saranno processati a Mariupol.