Vaiolo delle scimmie, Bassetti a iNews24: “Mi aspetto molti più casi, ma non significa che ci saranno morti”

“Siccome molti casi sono avvenuti per trasmissione sessuale, ai cittadini direi di usare i profilattici durante i rapporti promiscui", consiglia l'infettivologo.

Matteo Bassetti - Foto di Ansa Foto
Matteo Bassetti – Foto di Ansa Foto

Mi aspetto che nelle prossime settimane assisteremo a molti più casi, negli ultimi due giorni sono già raddoppiati. È verosimile pensare che avremo centinaia o migliaia di casi”. Ai microfoni di iNews24, Matteo Bassetti, infettivologo, direttore del reparto di Malattie Infettive al San Martino di Genova, sui tre casi accertati di vaiolo delle scimmie allo Spallanzani di Roma. “Non credo che dovremmo preoccuparci. Piuttosto la preoccupazione sta nel fatto che un virus animale abbia fatto un salto di specie”.

Oggi sono stati accertati altri due casi di vaiolo delle scimmie allo Spallanzani di Roma. Di cosa si tratta?
Il virus del vaiolo delle scimmie è stato descritto per la prima volta negli anni ’50 e riportato nell’uomo per la prima volta negli anni ’70. Si tratta di un vaiolo diverso da quello umano e tutto sommato diverso anche da quello delle scimmie. La caratteristica peculiare di questi casi è che siamo di fronte a una trasmissione interurbana che sta riguardando tutto il mondo. Al di là dei tre casi italiani da tenere sotto controllo, ci sono quelli negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. In Europa praticamente ogni Paese sta riportando casi ed è probabile che nei prossimi giorni o settimane il virus riguarderà tuti gli Stati europei. Il focolaio non è più concentrato in una zona particolare, quindi i casi vanno isolati per cercare di spegnerlo. Rispetto al passato, stavolta sono diffusi in tutto il mondo, quindi sarà più complicato contenerli”;

Dobbiamo preoccuparci?
Non credo che dovremmo preoccuparci. Piuttosto la preoccupazione sta nel fatto che un virus animale abbia fatto un salto di specie. E che mentre nel passato c’erano casi di trasmissione dall’animale all’uomo, adesso assistiamo a casi di trasmissione da uomo a uomo. Quindi è a tutti gli effetti un’infezione umana”;

L’Organizzazione mondiale della sanità convocherà una riunione di emergenza ed ha affermato che “il quarto è in rapida evoluzione”. Cosa significa?
Mi aspetto che nelle prossime settimane assisteremo a molti più casi, considerando che negli ultimi due giorni sono raddoppiati. Questo però non vuol dire che ci saranno morti. Ci saranno persone infettate da una forma molto diversa dal vaiolo umano – che aveva una mortalità del 30% – e dal vaiolo delle scimmie – che aveva una mortalità del 10% – Questa infezione ha una mortalità bassa ed è sicuramente un dato positivo. Resta da capire cosa accadrà dal momento che si estenderà: per questo motivo la preoccupazione principale è contenere questi casi rapidamente”;

È presto per dirlo, ma il vaccino contro il vaiolo esistente potrebbe prevenire anche il vaiolo delle scimmie?
I dati dicono che non è possibile prevenire completamente il contagio. Il vaccino però, potrebbe però prevenire le forme gravi della malattia. Questo virus ha due fasi: quella classica, con i sintomi infettivi generali – tra cui febbre e le grandi fistole classiche del vaiolo – e una seconda fase, a cui si può assistere anche a delle complicanze. Bisognerà vedere se questa forma di vaiolo delle scimmie negli uomini avrà, in alcuni, forme più aggressive. Ma in questo momento è difficile da stabilire. Però la gente non deve preoccuparsi. Devono preoccuparsi i medici e il sistema sanitario di intercettare i casi e spegnere il focolaio”; 

Esistono delle cure?
Sono disponibili farmaci come il cidofovir e alcuni suoi derivati che possono funzionare sul vaiolo. Attenzione però: sono farmaci che si usano per altri tipi di virus e che potrebbero andare bene anche per questo. Poi c’è il tecovirimat, che è nell’arsenale di difesa negli Usa per il bioterrorismo”;

Quali raccomandazioni dà ai cittadini?
Siccome molti casi sono avvenuti per trasmissione sessuale, ai cittadini direi di usare i profilattici durante i rapporti promiscui. Ma questo già lo si fa per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili. Questo virus si trasmette attraverso il contatto stretto. Altri meccanismi di trasmissione sono il contatto con le lesioni della cute e il contatto molto ravvicinato col respiro”;

Quando bisogna preoccuparsi in caso di eruzioni cutanee?
Solo se sono anomale e accompagnate da sintomi accessori. In questo caso, rivolgersi a uno specialista per una diagnosi. L’importante è non correre al pronto soccorso anche solo per un semplice arrossamento, perché il vaiolo delle scimmie ha sintomi molto caratteristici. Solo se dovessero presentarsi, rivolgersi a un centro specialistico per una diagnosi con tutti gli strumenti a disposizione”.