Ucraina, Furore (M5S) a iNews24: “Ha senso inviare nuove armi, magari più potenti ed offensive?”

Sul gas, aggiunge: "in plenaria chiederemo a Draghi anche di battere i pugni in Europa per un piano Marshall sulle rinnovabili".

Mario Furore - Foto di iNews24
Mario Furore – Foto di iNews24

“Grazie all’unità dell’Occidente ed europea, Putin non ha ottenuto quello che voleva ma nemmeno noi abbiamo ottenuto quello che volevamo e cioè la pace”. Così, ai microfoni di iNews24, Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, sull’invio di nuove armi dall’Italia in Ucraina: “Ha senso dunque inviare nuove armi, magari più potenti ed offensive?”, si chiede. 

Il M5s all’Europarlamento è d’accordo con la linea di Giuseppe Conte sull’invio delle armi in Ucraina?
“La posizione di Conte sulle armi è quella del Movimento 5 Stelle, così come la posizione del Movimento 5 Stelle sulle armi è quella di Conte. Non ci sono distinguo, ma buon senso. Il popolo ucraino va sicuramente aiutato a difendersi dall’attacco russo, ma dopo due mesi di conflitto, morte e distruzione, dobbiamo anche riflettere su dove stiamo andando”;

Dove stiamo andando?
“Grazie all’unità dell’Occidente ed europea, Putin non ha ottenuto quello che voleva ma nemmeno noi abbiamo ottenuto quello che volevamo e cioè la pace. Ha senso dunque inviare nuove armi, magari più potenti ed offensive?”;

Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’Italia adesso?
“Noi oggi chiediamo gradualità così come avevamo chiesto prudenza sugli stanziamenti al comparto della difesa. In quel caso, non abbiamo messo in discussione gli impegni internazionali, come quello del 2% del Pil per investimenti militari, ma la tempistica stabilita in via indicativa nel 2014, cioè in un’altra era politica, sociale ed economica che va rimodulata alla luce delle gravi crisi ancora in atto, pandemica ed energetica. Siamo contenti che il Ministro Guerini abbia sposato la nostra linea, avevamo ragione noi”;

In questi giorni Matteo Salvini ha proposto un incontro tra tutti i leader dei partiti per discutere di pace. Crede che si possa mettere insieme una linea comune in Italia?
“È stato il presidente Giuseppe Conte a chiedere per primo a Draghi e Guerini di aprirsi al confronto con il Parlamento italiano. In questa difficilissima fase internazionale il governo va difeso da attacchi e polemiche politiche, ma non deve cessare il dialogo con il Paese e la società civile. Guai a dare l’impressione che qualcuno lavori nell’ombra senza rendere conto ai cittadini”;

Che aria tira nell’Europarlamento nei confronti di Putin?
“Putin è un nemico dell’Unione europea e vorrebbe spazzarla via. A Bruxelles siamo compatti nel respingere i suoi ricatti. Martedì prossimo il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi parteciperà alla plenaria di Strasburgo e noi gli chiederemo quali sforzi diplomatici stia mettendo in campo assieme ai leader europei per far capire a Putin che questa sporca guerra deve finire subito. I Paesi dell’Unione europea devono essere molto cauti nell’invio di armi offensive e non incoraggiare azioni sul territorio russo. Il M5S si oppone all’invio di aiuti militari e a controffensive che esulino dal perimetro del legittimo esercizio del diritto di difesa di cui all’articolo 51 della Carta dell’Onu. La nostra solidarietà totale è con l’Ucraina e lo abbiamo dimostrato, ma vanno al contempo scongiurati incidenti che possano aggravare la già disastrosa situazione di morte e distruzione”;

Gli accordi sui negoziati sembrano sempre più lontani. C’è la reale possibilità dell’embargo del gas russo?
“Con Draghi affronteremo anche questo tema. Crediamo che l’unità europea finora mostrata davanti alla Russia di Putin sia un valore e possa portare risultati tangibili. La nostra convinzione è che la pressione diplomatica debba continuare fino a quando l’esercito russo non lascerà il Paese e cesseranno le ostilità. Se necessario, quindi, l’Ue deve adottare un sesto pacchetto di sanzioni che comprenda anche il petrolio. Sul gas è un po’ più complicato, la Germania è contraria e serve tempo. Tuttavia, grazie all’attivismo del ministro Luigi Di Maio l’Italia ha assicurato forniture alternative con degli importanti accordi con Algeria, Angola, Congo, Qatar e altri. L’Italia si farà trovare pronta a ogni eventualità”;

Quali aiuti arriveranno ai Paesi colpiti dallo stop alle forniture di gas russo?
“In plenaria chiederemo a Draghi anche di battere i pugni in Europa per un piano Marshall sulle rinnovabili. Prendendo le mosse dall’architettura collaudata con il Next Generation EU, si deve creare un “Energy Recovery Fund”, un pacchetto di misure straordinarie, anche compensative, per tutelare le famiglie e le filiere più colpite dall’aumento dell’energia e delle materie prime, e per accelerare al massimo lo sviluppo delle rinnovabili. La nostra ricetta per l’indipendenza dal gas russo prevede un mix di nuovi investimenti per avere più infrastrutture di energia rinnovabile e misure come il Superbonus che puntano sul risparmio energetico. Cittadini e imprese non devono pagare la follia di Putin”;

Mosca ha minacciato il rischio di una terza guerra mondiale. È realmente dietro l’angolo?
“Mi auguro di no anche se i segnali sono inquietanti. Siamo rimasti davvero molto colpiti dalla flagrante provocazione russa di bombardare Kiev proprio nel momento in cui in città c’era il segretario generale dell’Onu António Guterres. Questo non lascia presagire nulla di buono. Giù le mani dalle Nazioni Unite, l’organizzazione intergovernativa più importante al mondo che conta ben 193 Paesi aderenti ed è nata proprio per il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale. Io sono convinto che l’Onu abbia tutta l’autorevolezza per prevenire lo scenario disastroso della terza guerra mondiale. La recente risoluzione approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con 141 voti favorevoli, 35 astenuti e cinque voti contrari chiede proprio alla Russia di mettere fine a ogni ostilità, ritirare le truppe dal suolo ucraino e far prevalere il dialogo e la ragionevolezza. Allo stesso tempo, alcuni politici, in particolare inglese e americani, dovrebbero abbassare i toni bellici. La guerra non è la soluzione, la pace lo è”.