Centrodestra, De Carlo (FdI) a iNews24: “Alle prossime elezioni otterremo il 20% dei voti”

"È sicuramente cambiata la percentuale dei voti che la destra otterrà nel 2023. Dieci anni fa era poco più del 2%, alle prossime elezioni arriverà al 20%", aggiunge il senatore.

Luca De Carlo - Foto di Ansa Foto
Luca De Carlo – Foto di Ansa Foto

Di fronte a una marea di partiti che hanno cambiato idea, c’è una destra che non è cambiata ed è sempre rimasta a destra”. Così, ai microfoni di iNews24, il senatore Luca De Carlo (Fratelli D’Italia) risponde alle parole di Enrico Letta al Congresso di Articolo 1 (qui l’intervento del segretario del Pd): “Noi siamo rimasti nel centrodestra e non facciamo governi con Letta e il Movimento 5 Stelle: questa è l’unica cosa scontata”. 

Al Congresso di Articolo 1, il segretario del Pd Enrico Letta ha affermato che alle prossime elezioni il voto italiano sarà “diverso da quello francese perché in Italia c’è una destra che non è cambiata da dieci anni”.
Questo per noi è un bel complimento. Di fronte a una marea di partiti che hanno cambiato idea, c’è una destra che non è cambiata ed è sempre rimasta a destra. Noi siamo rimasti nel centrodestra e non facciamo governi con Letta e il Movimento 5 Stelle: è l’unica cosa scontata. Dopodiché è sicuramente cambiata la percentuale dei voti che la destra otterrà nel 2023. Dieci anni fa era poco più del 2%, alle prossime elezioni arriverà al 20%“;

Per quale ragione secondo lei?
I sondaggi dicono che Fratelli d’Italia è il primo partito in Italia, quindi ha superato il Partito democratico. Questo è accaduto per alcune ragioni. La prima è che forse l’elettorato ha capito che il nostro partito è coerente e leale. In secondo luogo, abbiamo dimostrato che accanto alle proteste abbiamo sempre portato delle proposte. Fratelli d’Italia può candidarsi a buon titolo a governare il Paese per l’affidabilità che ha dimostrato in questi anni, non solo in Parlamento ma anche nelle Regioni. Abbiamo dimostrato che quando governa, la destra lo fa bene”; 

Al Congresso di Articolo 1, Letta ha aggiunto che di contro, i cambiamenti nel centrosinistra sono avvenuti. È d’accordo?
Sono sicuro che il centrosinistra sia cambiato. Nel 2011 il Pd era a vocazione maggioritaria, oggi probabilmente è a vocazione proporzionale. Allora non si sarebbero mai sognati di governare con Lega e i 5 Stelle. Oggi invece, sono al governo con loro. E saranno i loro elettori a giudicare se sono cambiati in meglio o in peggio”;

Chi è, secondo lei, il candidato premier del centrodestra?
Noi cinque anni fa, quando eravamo al 4% dei voti, eravamo i principali assertori del fatto che nella coalizione, chi prendeva anche solo un voto in più, sarebbe stato il leader del centrodestra. Crediamo ancora in questo criterio. Ma ci rendiamo conto che mentre noi siamo fermi sulle nostre posizioni sia sul governo che sul perimetro che dovrebbe avere la coalizione, i nostri alleati hanno ancora piani b”;

Quali piani b?
Non vorrei che il loro piano b sia replicare una forma di governo che sicuramente vedrebbe FdI fuori da questo perimetro”;

Giorgia Meloni potrebbe diventare premier?
Se prenderà anche solo un voto in più, Giorgia Meloni avrebbe tutti i titoli per essere premier. Se la mossa del partito unico di centrodestra è in chiave anti-Meloni, il mio consiglio alla Lega e a Forza Italia è di preoccuparsi di quelli che stanno dall’altra parte, perché noi siamo alleati, non avversari. Crediamo di interpretare il pensiero degli elettori di centrodestra che ci vorrebbero tutti uniti come forza alternativa al centrosinistra: questo è il nostro unico piano”;

Meloni ha affermato che non avrebbe niente in contrario se Lega e Forza Italia facessero un partito unico. Ma spera che “lo facciano per convinzione e non per timore”. 
Sono completamente d’accordo. Spero che lo facciano con la convinzione di portare un valore aggiunto al centrodestra. Ma noi, non avendo piani b, come ho detto, speriamo in una coalizione che corra unita alle elezioni per dare un governo di centrodestra al Paese”;

Matteo Salvini ha creato una lista che si chiama Prima l’Italia per le amministrative in Sicilia. Il leader della Lega potrebbe allontanarsi dal suo partito?
Mi sembra improbabile. Tanti elettori della Lega, soprattutto al Nord, non capirebbero uno schema come questo. Infatti i mal di pancia che ci sono tra i leghisti storici del Veneto e della Lombardia sono un dato di fatto ormai assodato”;

Quali mal di pancia?
Quello di fare un partito unico e non di essere la Lega di lotta e di governo com’era tanti anni fa”.