Elezioni Ungheria, Orbán riconfermato premier sfida l’Ue: “Vittoria contro i media mainstream e il presidente ucraino”

La posizione del presidente ungherese in merito alla guerra in Ucraina è molto chiara: "Questa non è la nostra guerra, dobbiamo restarne fuori", aveva affermato in un comizio, confermando di voler restare neutrale e mantenere i rapporti economici con Mosca per continuare a importare gas e petrolio russi. 

Viktor Orbán - Foto di Ansa Foto
Viktor Orbán – Foto di Ansa Foto

Viktor Orbán è stato rieletto primo ministro dell’Ungheria. “Abbiamo ottenuto una vittoria così grande che si può vedere anche dalla Luna. Di sicuro pure da Bruxelles”, ha commentato nella notte, quando gli scrutini effettuati ormai davano per scontata la sua vittoria.

Ad oltre il 70% dello scrutinio, il premier sovranista uscente è in netto vantaggio con la coalizione comporta dal suo partito Fedesz e dai cristiano-democratici di Kdnup, premiata dal 54,6% delle preferenze, cioè 134 seggi su un totale di 199.

I problemi di Orbán con l’Ue

Orbán è al potere dal 2010 e si è assicurato il quarto mandato consecutivo. Per i prossimi quattro anni continueranno quindi i problemi dell’Ue con l’Ungheria a causa si una serie di questioni aperte con il governo di Budapest, accusato di corruzione e di non rispettare gli standard sulla certezza del diritto.

L’affluenza alle urne si è attestata al 67,8%, in leggero calo rispetto a quatto anni fa. Fidesz non ha perso l’occasione di sottolineare che dal voto emerge “un chiaro segnale a Bruxelles”. 

Elezioni Ungheria, Orbán: “Abbiamo vinto contro i media mainstream europei e contro Zelensky”

Questa nostra quarta vittoria consecutiva è la più importante, perché abbiamo conquistato il potere contro un’opposizione che si era alleata. Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto lo stesso. Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismo. Contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino“. Zelensky durante la notte si è rivolto a Orbán, “unico in Europa a sostenere apertamente Putin”. 

La posizione di Orbán sulla guerra in Ucraina

La posizione del presidente ungherese in merito alla guerra in Ucraina è molto chiara: “Questa non è la nostra guerra, dobbiamo restarne fuori”, aveva affermato in un comizio, confermando di voler restare neutrale e mantenere i rapporti economici con Mosca per continuare a importare gas e petrolio russi.

Marki-Zay, sconfitto, dà la colpa alla propaganda di governo

L’opposizione dell’ultracattolico europeista Peter Marki-Zay si ferma al 33,6% con 58 seggi. “In questo sistema ingiusto e disonesto non potevamo fare di più”, ha detto lo sconfitto. “Abbiamo provato con tutte le nostre forze ma non siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo”. Marki-Zay dà la colpa alla propaganda di governo che ha condizionato la campagna elettorale. Anche l’estrema destra ha raggiunto un buon risultato, con il 6,4% e 7 seggi aggiudicati.

L’ombra dei brogli elettorali

Sul voto c’è l’ombra dei brogli elettorali. L’Ong Hungarian Civili Liberties Union ha segnalato irregolarità in alcune città. A Hortobagy, cittadina dell’Ungheria orientale, secondo gli attivisti il governo avrebbe organizzato un autobus per portare i cittadini a votare.

Queste accuse si aggiungono ai sospetti di alcuni giornalisti che hanno trovato schede elettorali bruciate in Romania in una regione abitata dalla minoranza ungherese. L’Osce ha mandato, per la prima volta in un Paese Ue, 200 osservatori per monitorare il corretto svolgimento del voto.