Covid, Bassetti a iNews24: “Decessi? Bisogna capire quante siano le morti realmente causate dal virus”

Sul numero dei decessi, l'infettivologo afferma: "Credo che bisognerà realizzare studi approfonditi sulle schede dei decessi, per capire se tutti sono avvenuti a causa del Covid o se ci siano anche morti con il Covid: ovvero con tampone positivo ma con altri problemi".

Matteo Bassetti - Foto di Ansa Foto
Matteo Bassetti – Foto di Ansa Foto

È tempo di gestire la situazione a livello medico e non più mediatico e populista”. Così, ai microfoni di iNews24, Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, sull’attuale andamento epidemiologico. Secondo l’infettivologo, il provvedimento del Super Green pass obbligatorio ai lavoratori over 50 “forse arriva tardivamente. Se fosse stato preso prima, oggi avremmo evitato molti ricoveri e decessi”.

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Da oggi è obbligatorio il Super Green pass per i lavoratori over 50 del settore pubblico e privato. Mancano all’appello circa 500mila persone, che fino al 15 giugno potrebbero essere sospese dal lavoro senza stipendio.
Non entro nel merito della decisione politica. Ma dal punto di vista medico posso dire che la comunità scientifica ha avanzato oltre un anno fa l’ipotesi di prevedere l’obbligo vaccinale nei confronti di chi aveva più di 40 anni. Il provvedimento del Super Green pass va verso questa direzione e forse arriva tardivamente. Se fosse stato preso tra settembre-ottobre, probabilmente oggi avremmo evitato molti ricoveri e decessi”;

Lei è ancora a favore dell’obbligo vaccinale?
Nella grande maggioranza i medici sono a favore dell’obbligo vaccinale. Come venga realizzato, spetta alla politica che si assumerà tutte le responsabilità del caso”;

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Il bollettino di oggi, martedì 15 febbraio, registra un calo di 440 ricoveri nei reparti ordinari, e di 54 nelle terapie intensive. I nuovi contagi sono 70.852, le vittime 388. Il tasso di positività è stabile al 10,2%…
In tre settimane abbiamo perso il 35% dei ricoverati in terapia intensiva, non solo perché i pazienti sono usciti ma anche perché non sono entrati. Questa settimana si potrebbe chiudere con meno di mille malati in terapia intensiva. Il tasso di positività è alto ma questo indicatore varia a seconda del numero dei tamponi. La quarta ondata si sta risolvendo e l’auspicio è che sia l’ultima con questa crescita esponenziale dei ricoveri. Con Omicron e i vaccini abbiamo il 95% della popolazione coperta”; 

Arriveranno altre ondate?
Se la protezione del vaccino e della malattia naturale, come già sembra, durerà nel tempo, difficilmente avremo nuove ondate come quella appena trascorsa. In autunno potremmo avere delle “ondine”, con nuovi casi, ma non con le stesse acuzie”;

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Il numero dei morti resta alto…
Credo che bisognerà realizzare studi approfonditi sulle schede dei decessi, per capire se tutti sono avvenuti a causa del Covid o se ci siano anche morti con il Covid: ovvero con tampone positivo ma con altri problemi. Attualmente inseriamo nello stesso calcolo chi ha la polmonite causata dal virus o altre forme legate a quest’ultimo e anche chi è asintomatico ma ha un problema diverso ed è asintomatico. Siamo rimasti l’unico Paese a contare questi morti. Oggi ad esempio, la Gran Bretagna ha annunciato un numero di decessi in linea con la situazione pre-pandemica”;

Sulla base di questo, pensa che anche la pandemia a questo punto vada gestita in modo diverso?
Inserire nuovi parametri finirebbe per complicare la situazione. Il virus sta arrivando ad una fase endemica. A questo punto dobbiamo entrare nell’ottica della convivenza con il Sars-CoV-2, come facciamo con altri microrganismi. È tempo di gestire la situazione a livello medico e non più mediatico e populista”;

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Prorogare o no lo stato di emergenza il 31 marzo?
Siamo tutti d’accordo a non rinnovarlo. L’unico dispiacere è che non verrà rinnovata la struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo, che invece credo dovrebbe restare per gestire a livello logistico forniture, vaccini e medicinali. È stato fatto un lavoro straordinario”;

Non ci sono ancora dati completi sulle quarte dosi. Secondo lei verranno somministrate?
Credo che anche questo argomento debba ormai essere affrontato a livello medico, e non più mediatico e populista. Noi oggi sappiamo che con tre dosi abbiamo una copertura che permette di evitare le forme gravi della malattia. Gli studi clinici di diranno se ne servirà una quarta. Pensiamo prima a terminare i booster e anche a somministrare le prime dosi. Poi vedremo, sulla base anche degli studi di Israele, se sarà necessaria una quarta. Penso però, che in ogni caso si tratterà di un richiamo da fare ai fragili e agli anziani e di certo non a distanza ravvicinata dalla terza”;

Come immagina la normalità?
Innanzitutto senza il bollettino serale che compare ogni giorno puntuale alle 18. Arriverà la normalità quando parleremo con i verbi al passato e ci occuperemo anche di altri problemi. Oggi possiamo dire che quello che per due anni ha causato il Covid, non accadrà più. Dobbiamo accettare che un 3-4% della popolazione non è vaccinata e non si vaccinerà. Ci occuperemo di loro a livello sanitario, ma di certo possiamo entrare nell’ottica di convivere con il Sars-CoV-2, come già facciamo con altri microrganismi. Se un anno fa ci avessero detto che saremmo arrivati a questo punto grazie alla medicina e alla tecnologia, non ci avremmo creduto”.