David Sassoli, Castaldo a iNews24: “In questi mesi, nonostante i suoi problemi di salute, ha lavorato con ottimismo”

"Mi sconvolge pensare che ci siamo sentiti solo due giorni fa. Mai avrei potuto immaginare che la situazione si evolvesse in modo così grave, percependo la sua positività e la sua voglia di continuare", racconta il vicepresidente del Parlamento europeo ai nostri microfoni.

Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo
Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo

Ha lavorato con il massimo della dedizione anche in questi mesi che i suoi problemi di salute l’hanno tormentato. Il vero esempio è proprio questo: credere fortemente nelle istituzioni che rappresentava senza mai far pesare e palesare alcun tipo di difficoltà, ma al contrario lavorando con sorriso e ottimismo”. Ai microfoni di iNews24, Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, ricorda il presidente David Sassoli, deceduto questa notte. 

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Come ha reagito alla notizia della morte del presidente David Sassoli?
Chiaramente lascia un grande vuoto perché è stato un grande leader europeista e un grande amico. Ho avuto l’onore e il piacere di condividere con lui otto intensi e bellissimi anni a Bruxelles, ma soprattutto quattro anni insieme nell’ufficio di presidenza, prima come colleghi vicepresidenti e poi affiancandolo durante la sua presidenza, sconvolta dalla tragedia della pandemia. Abbiamo condiviso moltissime iniziative e sforzi per rendere il Parlamento europeo sempre più trasparente e sostenibile, oltre che aperto e partecipato rispetto alle istanze dei cittadini”;

Com’è stato lavorare fianco a fianco con lui?
Ci siamo sforzati per avere un’Europa sempre più sociale e solidale, che mettesse al centro i diritti, avendo sempre una visione molto convergente. Eravamo d’accordo sulla necessità di operare con profonde riforme e tracciare una grande stagione di rafforzamento dell’integrazione europea”;

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Cosa le mancherà di Sassoli?
Le nostre lunghe chiacchierate sul futuro dell’Europa. Quell’Europa che abbiamo immaginato come un grande spazio aperto, partecipato e solidale. Lascia un vuoto dolorosissimo. Tengo a ribadire lo stile con cui David ha portato avanti la sua politica, il grande senso delle istituzioni, la capacità di mantenere il sorriso e di agire sempre in conformità con i suoi principi, oltre che l’apertura nei confronti di tutti. Tutto ciò lo rende un grande gentiluomo e un grande amante della politica”;

Quale eredità lascia Sassoli nell’Europarlamento?
Lascia una grande eredità. Dovremo portare avanti percorsi che lui aveva già avviato, come il grande ripensamento del funzionamento del Parlamento, sulla scorta anche di tante raccomandazioni e suggerimenti che sono venuti dai nostri gruppi di lavoro e di riflessione. Gruppi che lui aveva lanciato e che hanno visto la partecipazione di moltissimi deputati. Ma anche il cammino verso le riforme dell’Unione. Era tra i più accesi sostenitori e fautori della Conferenza sul futuro dell’Europa, con la speranza che non restasse un esercizio fine a se stesso e che da questa potesse scaturire una serie di proposte concrete per l’integrazione europea. Credo che questa sia una grande responsabilità ed eredità che lascia a noi, nel solco della sua linea politica di questi anni e di tutta la sua vita”;

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Come sono stati i suoi ultimi mesi di lavoro?
Ha lavorato con il massimo della dedizione anche in questi mesi che i suoi problemi di salute l’hanno tormentato. Il vero esempio è proprio questo: credere fortemente nelle istituzioni che rappresentava senza mai far pesare e palesare alcun tipo di difficoltà, ma al contrario lavorando con sorriso e ottimismo”;

Quando vi siete sentiti l’ultima volta?
Mi sconvolge pensare che ci siamo sentiti solo due giorni fa. Mai avrei potuto immaginare che la situazione si evolvesse in modo così grave, percependo la sua positività e la sua voglia di continuare. Dalla nostra conversazione non ho potuto supporre che stesse vivendo una difficoltà, ricordando le parole con cui, con la sua consueta lucidità politica e il suo senso del dovere e delle istituzioni abbiamo condiviso riflessioni sul prossimo futuro”.