Terza dose, Galli a iNews24: “Potrebbe indurre una risposta nei soggetti non hanno risposto alle prime due”

"Da quasi due anni il personale sanitario battaglia, si espone e spesso viene svillaneggiato mentre sta curando i no-Vax ricoverati", denuncia l'infettivologo.

covid Galli
Covid, le parole del virologo Massimo Galli (Foto: Facebook)

“Da quasi due anni il personale sanitario battaglia, si espone e spesso viene svillaneggiato mentre sta curando i no-Vax ricoverati”. Ai nostri microfoni Massimo Galli, già direttore di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano risolleva il tema dell’obbligo vaccinale: “Comincio veramente a credere che l’imposizione dell’obbligo vaccinale per tutti darebbe la possibilità di chiarire molte cose”.

Nell’attesa di conoscere di più sulla variante Omicron, crede che vadano aumentate le restrizioni?
Vanno aumentate le vaccinazioni e mantenute le prudenze. Non credo che si sia più nella condizione di chiudere il Paese. Ha senso considerare con prudenza alcune circostanze, ad esempio i cenoni con tante persone, soprattutto se ci sono anziani. Ognuno deve tutelare i suoi anziani, i fragili e se stesso. Dopodiché continuiamo ad avere questa incongruenza assoluta rappresentata dai no-Vax”;

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In che senso?
“(I no-Vax ndr.) Continuano ad essere un enorme problema, anche in relazione all’ambito ospedaliero, dove talvolta il personale fa fatica”;

Cosa intende dire?
Da quasi due anni il personale sanitario sta affrontando una situazione difficile. Battaglia, si espone e spesso viene svillaneggiato mentre sta curando i no-Vax ricoverati. Non è gradevole e non è giusto essere insultati. Comincio veramente a credere che l’imposizione dell’obbligo vaccinale per tutti darebbe la possibilità di chiarire molte cose”;

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Quindi è favorevole all’obbligo vaccinale?
Ci sarebbe un riferimento legislativo senza se e senza ma. Mi rendo conto però, che non è facilmente fattibile dal punto di vista politico. Alcuni Paesi europei vanno verso questa direzione. Noi abbiamo fatto da apripista con l’obbligo del Green pass e oggi ci troviamo con una situazione migliore della loro. La chiave è stato il vaccino: i Paesi che hanno vaccinato di più hanno una situazione migliore”;

Nel Regno Unito si è registrata la prima vittima della variante Omicron. Il ministro della salute inglese Sajid Javid ha dichiarato che nel Regno Unito la variante Omicron si sta diffondendo molto velocemente nelle ultime tre settimane. Si rischia lo stesso scenario in Italia?
È assolutamente probabile”;

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A che punto sono gli studi sulla variante Omicron?
Quello che si sa da tempo è che presenta ben 32 mutazioni, di una una dozzina nella proteina Spike. Queste da un lato la rendono fortemente diversa dal virus originario di Wuhan, ma dall’altra non è inverosimile che le mutazioni possano anche essere una limitazione per il virus, rendendolo “inadeguato” a svolgere i “compiti” che svolge normalmente. È possibile che sia più diffusiva, ma potrebbe essere anche meno patogena.  È tutto ancora da vedere. Chiaramente in Gran Bretagna c’è già una vittima, ma è ovvio che sia così. Anche se la variante Omicron fosse più attenuata, infettando molte persone, purtroppo ne ucciderebbe sempre qualcuna. Omicron potrebbe darci dei problemi anche di una certa entità, nonostante le mutazioni che potrebbero renderlo meno efficiente. Ma sono tutte preliminarissime evidenze”;

Il vaccino è meno efficace sulla variante Omicron?
Sembra che sfugga al vaccino un po’ in più della Delta, rispetto alla possibilità di infettare. È tutto ancora da definire, ma come nel caso della Delta, è minore la possibilità di causare malattia grave nei vaccinati“;

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Con la terza dose l’efficacia del vaccino aumenta sulla variante Omicron?
Ci sono prime notizie in questa direzione. La terza dose probabilmente induce una risposta nei soggetti che non avevano risposto alla prima e alla seconda. Questo è il vero punto”;

Si spieghi…
Stiamo ragionando sulla terza dose sull’intera popolazione partendo giustamente dalle persone che hanno più possibilità di essere esposti all’infezione: i più anziani e gli immunodepressi, perché è possibile che molti di loro abbiano risposto in modo insufficiente alle prime due somministrazioni. C’è motivo di ritenere che su di loro la terza dose possa funzionare”;

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Ci sono evidenze?
Certo. Un lavoro francese su 100 persone che risale ad agosto-settembre. Nel caso dei trapiantati di organo solido, che sono quelli con una sistema immunitario molto fragile in termini di funzionalità, c’è evidenza che con la prima dose di Pfizer rispondono solo nel 4%. Alla seconda dose invece, nel 40% e alla terza dose nel 68%. C’è un 32% di persone che non ha risposto neppure alla terza dose”;

Proroga o no dello stato di emergenza?
Lo stato di emergenza c’è e deve continuare ad esserci. Per quanto tempo ancora non si sa. Dipenderà dall’andamento del virus. Non è il momento per non prorogarlo, anche a causa della variante Omicron”.