Julian Assange può essere estradato: Corte Gb accoglie il ricorso degli Usa

I giudici britannici hanno accolto le rassicurazioni delle autorità americane sul trattamento di Assange in carcere, una volta estradato negli Usa.

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Julian Assange può essere estradato. L’Alta Corte di Londra ha ribaltato la sentenza di primo grado emessa a gennaio che negava l’estradizione negli Usa del giornalista. È stato dunque accolto il ricorso presentato dal team legale americano che si opponeva al no alla consegna dell’ex primula rossa sulla base di un pericolo di suicidio legato – secondo una perizia – al prevedibile trattamento giudiziario e carcerario. È quindi previsto che il caso torni al tribunale di grado inferiore per essere nuovamente ascoltato. 

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I giudici britannici hanno accolto le rassicurazioni delle autorità americane sul trattamento di Assange in carcere, una volta estradato negli Usa. Lord Burnett ha dichiarato: “Questo rischio è a nostro giudizio escluso dalle rassicurazioni che vengono offerte. Questa conclusione è sufficiente per determinare il ricordo a favore degli Usa”. Ci si aspetta che Assange presenti un ricorso contro la decisione. Intanto i sostenitori di Wikileaks hanno protestato davanti alle Royal Courts of Justice di Londra. 

La compagna di Assange: “Un grave errore giudiziario”

Un grave errore giudiziario”, ha commentato Stella Moris, compagna di Julian Assange e membro del suo team legale, con un tweet da Wikileaks. Moris ha annunciato di voler fare ricorso “al più presto possibile” alle autorità giudiziarie del Regno Unito. Il giornalista fondatore di Wikileaks rischia una condanna a 175 anni negli Usa per diffusione di documenti segreti. 

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Il commissario europeo alla Giustizia: “Il Regno Unito non è più membro Ue”

Abbiamo preso nota della decisione del sistema giudiziario britannico su Assange, ma il Regno Unito non è più un membro dell’Ue. Noi della Ue cerchiamo di sviluppare una vera protezione nei confronti dei giornalisti e anche degli informatori”, ha detto il commissario europeo alla giustizia Didier Reynders al termine del Consiglio europeo Giustizia e Affari Interni. “Continueremo a esercitare pressioni perché si trasponga la direttiva su queste figure anche nei Pesi terzi, sebbene il Regno Unito non faccia parte dell’Ue”.