Pamela Matropietro, libero uno dei pusher, la madre: “Col rimpatrio sarà impossibile rintracciarlo per altre indagini”

L’uomo è tornato libero e aspetta di essere rimpatriato. Secondo la famiglia ci sono ancora dubbi intorno alla morte della diciottenne.

Pamela Matropietro - Foto di Facebook
Pamela Matropietro – Foto di Facebook

Lucky Awelina, uno dei tre nigeriani inizialmente accusati della morte di Pamela Mastropietro, è stato scagionato dall’accusa di omicidio ma detenuto per spaccio di eroina. L’uomo è tornato libero e aspetta di essere rimpatriato. La famiglia di Pamela, e in particolare la madre Alessandra Verni, teme che questo possa precludere la possibilità di rintracciarlo per le indagini future per fare luce sulla morte della figlia diciottenne di Roma. Anche se il caso è chiuso con l’ergastolo inflitto a Innocent Oshegale, resta qualche ombra sul fatto che abbia agito da solo. A dare la notizia è il Corriere della Sera. 

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Proprio Oshegale, il cui verdetto potrebbe diventare definitivo in Cassazione il 4 gennaio, in un primo momento chiamò in causa Awelina e Desmond Lucky. Il sospetto è che i due lo avrebbero aiutato mettere il cadavere di Pamela in una valigia. “La procura di Ancona aveva avviato le indagini, a carico di ignoti, per sapere chi fosse in casa con Oshegale mentre faceva a pezzi Pamela. E se dovesse emergere che erano proprio gli altri due coinvolti inizialmente?”, si chiede Alessandra Verni, mentre l’avvocato Marco Verni, zio di Carmela, si chiede: “Perché i due connazionali non hanno mai denunciato Oshegale per diffamazione se le sue accuse erano false? Secondo noi – riporta il Corrierec’è ancora da indagare per sapere tutta la verità”.

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Pamela Mastropietro era fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti di Corridonia quando ha incontrato Oshegale, che l’ha drogata, stuprata e uccisa, facendo a pezzi il suo cadavere dopo averlo lavato nella candeggina per cancellare le tracce biologiche. Le sue impronte vennero ugualmente trovate, ma dalle indagini non è mai emersi che abbia potuto avere dei complici. Awelina e Lucky sono stati condannati separatamente per spaccio, rispettivamente a 6 e 8 anni, pena ridotta in Appello.