Morti sul lavoro, stragi senza fine: 772 morti da inizio 2021

L’ultimo operaio morto sul lavoro è a Roma. Quartiere Eur, primo pomeriggio. Un uomo di 47 anni, Fabrizio Pietropaoli, precipita per circa 30 metri cadendo dal cestello su cui era salito per dei lavori di ristrutturazione all’esterno di uno stabile in viale America, di fronte la Nuvola di Fuksas. Il castello, stando alle prime ricostruzioni, si è ribaltato per un blocco al meccanismo di sicurezza, facendo cadere Pietropaoli dall’undicesimo piano. Per lui non c’è stato niente da fare: morto sul colpo.

Il cestello da cui è precipitato Fabrizio Pietropaoli, 47 anni

Quella di Pietropaoli è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle 772 morti sul lavoro avvenute in Italia da inizio 2021. I numeri sono spaventosi: solo nelle ultime 24 ore, tra martedì e mercoledì, le morti sono state 10, da Nord a Sud Italia, da Torino a Palermo, passando per Pisa e per Roma. Il governo, per bocca del presidente del Consiglio Mario Draghi, si dice pronto a inasprire le pene per quelle aziende che non rispettano le più elementari norme di sicurezza in nome del risparmio. Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, evoca l’assunzione massiccia di nuovi impiegati all’interno degli ispettorati del lavoro: “Inoltre, è necessario rafforzare il vincolo della formazione per i datori di lavoro”, ha concluso il leader del sindacato confederale.