Contagi in aumento, i rischi delle proteste dei “no green pass”: Massimo Galli lancia l’allarme a iNews24

Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, richiama alla cautela in questo momento “delicato” per la curva dei contagi in aumento: "Non è il momento delle manifestazioni di ogni genere".

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L’opposizione al green pass riflette una parte di popolazione e della politica che in qualche modo sta giocando a un gioco pericoloso”. Lo sottolinea Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, che ai nostri microfoni, anche in occasione delle manifestazioni dei no vax, richiama alla cautela in questo momento “delicato” per la curva dei contagi in aumento.

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Professore, circa ventimila persone in tutta Italia, dichiaratamente no vax, sono scese in piazza contro il green pass. È preoccupato che la curva dei contagi possa tornare a crescere per questa ragione?
L’aumento dei contagi è in atto. È prevedibile che sia destinato a crescere nelle prossime settimane. Oltretutto, visto che la grande maggioranza dei contagiati è asintomatica, è verosimile che il numero dei contagiati sia decisamente superiore a quello rilevato. È chiaro quindi che è necessaria una cautela in tutte le situazioni che configurano un pericolo per la diffusione dell’infezione, e certamente sono tali le manifestazioni di ogni genere, che il Paese, in questo momento, non può permettersi”;

I dati dell’Iss parlano di ricoveri in aumento per lo più tra le persone non vaccinate…
Il punto resta questo: dobbiamo continuare a vaccinare. L’opposizione al green pass riflette una parte di popolazione e della politica che in qualche modo sta giocando a un gioco pericoloso. È vero che la grande maggioranza degli infettati è composta da asintomatici. Ma più la curva dei contagi aumenta, più aumenta il numero delle persone che possono infettarsi in modo grave. Soprattutto tenendo conto della possibilità di infezioni in persone che presentano un’età a rischio. La situazione della Sicilia ad esempio, dove ci sono tanti sessantenni non vaccinati, è preoccupante”;

covid Galli
Covid, le parole del virologo Massimo Galli (Foto: Facebook)

Il nuovo decreto non prevede ancora disposizioni riguardo i trasporti a lunga e breve percorrenza, la scuola e i luoghi di lavoro. Lei è favorevole al green pass?
Innanzitutto tengo a dire che il green pass non è un obbligo. Parlare di obbligo adesso, secondo me, finirebbe per alterare una serie di difficoltà sul piano politico e forse non contribuirebbe alla persuasione di coloro che ancora non si sono vaccinati. Qualcuno ritiene che sia una forma surrettizia di obbligo. Ma secondo me è un modo per incentivare a vaccinarsi, che richiami anche il concetto di responsabilità. Non ci si vaccina solo per se stessi, ma anche per la collettività. Il green pass rappresenta uno strumento necessario per accedere a determinati servizi e posizioni. Il criterio dell’idoneità anche a determinate mansioni, come il personale sanitario o gli insegnanti, è importante da utilizzare, specie nel caso dei primi”;

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Quelle che ha citato sono due delle categorie categorie considerate prioritarie per le vaccinazioni…
Ma sono due situazioni lievemente diverse. Mentre non c’è dubbio infatti, che un sanitario non vaccinato, infettandosi metterebbe in pericolo i pazienti, nel caso degli insegnanti è più facile che siano loro in pericolo. Il loro ambito di lavoro infatti, riguarda i ragazzi che in questo momento hanno più possibilità di diventare veicolo di contagio. Abbiamo visto che la dad deve essere uno strumento secondario alla didattica, quindi la scuola in presenza è necessaria. Non vaccinandosi, verrebbe meno un elemento fondamentale alla funzione degli insegnanti. Senza dubbio, la completa idoneità di una persona che lavora a scuola, passa per la vaccinazione”;

Roma no-vax
No-vax in piazza a Roma contro le misure anti-Covid (via WebSource)

E nel caso degli studenti?
Il problema è anche più spinoso. Allo stato attuale non abbiamo la possibilità di vaccinare tutti, ma solo i più grandi. Quindi ci sarà la necessità di sapere come operare nelle scuole per limitare al massimo la presenza di eventuali focolai”;

Come fare a limitarli?
Sicuramente organizzando al meglio i mezzi pubblici. Ma bisogna anche avere la possibilità di rilevare i focolai all’interno delle scuole attraverso strumenti di diagnostica applicata”;

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Le discoteche restano l’unica categoria economica che ancora non vede una ripartenza. I titolari hanno chiesto un incontro con il premier Mario Draghi e non escludono ricorsi ai Tar, oltre che al Consiglio di Stato. Ritiene fattibile una loro riapertura?
Abbiamo avuto vari esempi che suggeriscono questa possibilità, quindi perché no? Ma bisogna tener conto che siamo in una situazione particolarmente critica per l’infezione. Di conseguenza bisogna verificare la reale fattibilità. Chi di dovere dovrà definirne caratteristiche e modalità”;

Sta parlando di una organizzazione efficiente?
A onor del vero, dobbiamo dire che la gente sta ballando ovunque. Personalmente ho sempre predicato cautela, ma mi rendo conto che un intero settore che ha una certa rilevanza, sta soffrendo parecchio. Valutiamo quindi, le possibilità, anche se la situazione al momento non è certo delle migliori”.

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