Sanremo, niente passerelle e strade semideserte. Bonello (Confesercenti): “Abbiamo perso l’80% dei visitatori”

In crisi il Festival della canzone italiana a causa del covid che ha portato via turisti e indotto per ristoranti e alberghi

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Sanremo

Le passerelle dello scorso anno davanti all’Ariston sono un ricordo lontano. Niente strade affollate, nessuna attesa davanti agli alberghi che ospitano i vip. “Quelle poche persone che sono venute per il Festival, scappano quando vedono i controlli ad ogni angolo. Non si può circolare davanti all’Ariston. Difficile stabilire quale sarà la perdita per le attività commerciali, ma di sicuro sarà un anno disastroso”.

Il Festival di Sanremo 2021 passerà alla storia per l’emergenza sanitaria da covid-19, e il presidente provinciale di Confesercenti di Imperia, Pino Bonello, non nasconde l’amarezza.

Le strade semideserte nel primo giorno della 71esima edizione del festival canoro nazionale, con una perdita di circa l’80 per cento dei visitatori, sono un grave colpo all’economia locale.

“Non c’è neanche la metà delle persone che circolavano lo scorso anno, soltanto un 20-30% proveniente dalla stessa Liguria e dalle cittadine limitrofe” afferma Bonello interpellato da Inews24.it.

“Le uniche strutture ricettive che non si lamentano, sono quelle che ospitano lo staff RAI, i cantanti e il loro entourage – spiega – Per loro, dopo mesi di chiusura e disperazione, è come una boccata d’ossigeno”.

La crisi degli alberghi di Sanremo

Sono i grandi alberghi, però, ad uscirne maggiormente colpite in questo Festival che sarà ricordato anche per le polemiche scaturite dalla decisione di svolgere la kermesse a porte chiuse: fino allo scorso anno, per gli hotel di lusso la maggior parte delle prenotazioni provenivano dall’estero.

I visitatori – europei, ma non solo – occupavano suite, acquistavano i biglietti per l’Ariston con largo anticipo. “Con la mancanza di stranieri, per loro, la perdita è di circa il 60% degli incassi”, fa notare Bonello.

Eppure, le strutture ricettive a cinque stelle nei mesi scorsi si erano attrezzate per ospitare i turisti. “Anche perché, fino ad un mese fa, si parlava della possibilità di un pubblico figurante e di una nave crociera per la quarantena – ricorda il presidente provinciale dell’associazione che rappresenta i commercianti – Se avessero saputo di non avere il pubblico, probabilmente non avrebbero aperto”.

C’era perfino chi ha sperato fino all’ultimo di far parte della platea del Festival, ma ha dovuto disdire la prenotazione quando ha saputo che non avrebbe potuto usufruire nemmeno dei servizi di contorno, come quelli all’aperto previsti in piazza Colombo che sono stati cancellati.

Vaccini anti-Covid mai arrivati

Con l’aumento dei contagi e i rischi per le varianti che ormai imperversano anche in Italia, le poche prenotazioni sono state disdette. Ecco perché c’è tanta amarezza tra i titolari delle attività commerciali sanremesi.

”Avevamo chiesto al presidente Toti i vaccini”, ricorda Bonelli: “Sappiamo bene che anche le regioni sono in gravi difficoltà economiche, non volevamo sussidi ma la possibilità di lavorare in sicurezza, con un piano vaccinale ad hoc e con una maggior presenza di personale sanitario”. E invece, le richieste sono state disattese: alla fine della settimana canora, non resterà che la conta dei danni.

“I Ristori li andremo a conteggiare ai tavoli istituzionali – assicura Bonello – Gli alberghi sono rimasti aperti senza poter lavorare, i negozi al momento sono vuoti. Siamo chiaramente delusi. Ci aspettavamo una ripresa per la primavera, ma ci è stato già detto che anche a Pasqua non potremo ripartire. Il nostro appello è affinché partano subito i piani per i vaccini: chiediamo semplicemente di poter lavorare”.

Articolo a cura di Davide Gambardella

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