Ambulanza in ritardo causa Covid, uomo ferito rimane a terra per un’ora: “Fateci sapere come sta”

“Sarebbe veramente un grande regalo se riuscissimo a sapere come sta l'uomo che abbiamo soccorso stanotte. Non riusciamo a rintracciarlo”. Sono le parole di Carmela Manco, presidente dell'associazione Figli in Famiglia Onlus.

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Sarebbe veramente un grande regalo se riuscissimo a sapere come sta l’uomo che abbiamo soccorso stanotte. Non riusciamo a rintracciarlo”. Sono le parole di Carmela Manco, presidente dell’associazione Figli in Famiglia Onlus, che ieri, insieme agli educatori, ha soccorso un uomo anziano ferito, trovato sui cartoni della spazzatura poco lontano dalla loro sede a San Giovanni a Teduccio, Napoli.

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Per circa un’ora sarebbe rimasto lì, aspettando l’arrivo dei sanitari del 118. Sulla pagina Facebook dell’associazione, è apparso un post con il racconto dell’episodio, e tante persone adesso vorrebbero sapere come sta: “In attesa dell’ambulanza, continuava a dire di chiamarsi Nicola, quindi abbiamo pensato che si chiamasse così – spiega Carmela – Vorrei sapere come sta. Ho dato il mio numero all’operatore del 118 ma fino ad ora non ci hanno chiamato. Non sappiamo in quale ospedale l’abbiano portato, stiamo facendo una ricerca, speriamo di venirne a capo. Comunque quando l’hanno portato via era vigile”.

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“Soccorsi arrivati intorno alle 20.15”

Stando al racconto di Carmela e come scritto sul post, l’episodio si è verificato intorno alle 19, quando l’uomo, dopo aver bussato all’associazione per avere da mangiare, è andato via. L’associazione era in chiusura e gli educatori, uscendo, avrebbero notato una mano che usciva dai cartoni e si sono allertati: “Io credo che sia inciampato – spiega Carmela – e cadendo potrebbe aver battuto la testa al palo della luce, ferendosi”.

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Chiamato il 118 “ci hanno detto che purtroppo erano impegnati su altre zone della città, che avevano poche macchine a disposizione, c’erano delle emergenze e non sarebbero riusciti a venire in tempo – continua la presidente di Figli in Famiglia OnlusCi hanno consigliato di portarlo in ospedale, ma noi abbiamo avuto paura di muoverlo. Intorno alle 20.15 è arrivata l’ambulanza”.

“Non avremmo mai potuto lasciarlo da solo”

Se avessero lasciato l’uomo da solo, i volontari avrebbero rischiato una denuncia per omissione di soccorso: “Certo che restiamo qui – si legge nel post di Facebookma non per la minaccia velata dei soccorritori che ancora non arrivano e che scaricano sui cittadini le responsabilità di questo mancato soccorso. Restiamo qui perché è inaccettabile che nel 2021 si rischi di morire perché dopo più di un’ora i soccorsi non arrivino”.

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“Quando sono arrivati, i sanitari si sono scusati. Erano stremati”

Come racconta Carmela, quando i sanitari del 118 sono arrivati, “il medico era stremato. Gli infermieri che lo accompagnavano erano preoccupati anche loro e si sono scusati dicendo che erano in pochi a lavorare. Il problema è proprio che in una città come la nostra ci siano poche macchine. Non è possibile. La sanità è completamente saltata”.

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La segnalazione dell’U.O.C Centrale Operativa Territoriale 118 dei giorni scorsi: “Gravissima carenza di organico”

Intanto nei giorni scorsi, il primo febbraio, in una nota a firma di Giuseppe Galano, direttore U.O.C Centrale Operativa Territoriale 118, i medici hanno denunciato una “gravissima carenza di organico e difficoltà dell’UOC C.O.T 118 – Attività Territoriali Napoli Centro alla copertura dei turni di Servizio”, acuita dalla crisi pandemica Covid-19.
Si segnala che questa struttura – si legge nella nota – oltre alle principali attività come la Centrale Operativa Territoriale Città di Napoli e Isola si Capri, il trasporto primario 11 e la gestione dei mezzi speciali, ha acquisito col tempo ulteriori competenze di notevole impiego”.

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I medici del 118 (Asl NA1): “Raggiunti livelli critici”

I medici hanno segnalato di aver raggiunto “livelli critici di carenza perché si possano assolvere con la dovuta sicurezza, efficienza ed efficacia i doveri di istituto”. Come scritto nel documento, il lavoro straordinario dei medici, è diventato ormai normalità: “Per consentire la dovuta attività istituzionale, il personale di questa struttura ha dovuto sottoporsi a un notevole carico di lavoro, oltre per la carenza di organico anche perché in questa U.O.C sono presenti un numero considerevole di dipendenti con prescrizioni limitative legate proprio all’attività usurante del 118”.

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