Morgan accetta la sfida, un futuro come sindaco

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Morgan accetta la sfida e a 47 anni potrebbe cominciare una carriera in politica. Correrà per la poltrona di sindaco candidato da Sgarbi

Morgan sindaco di Milano, parte la candidatura (Getty Images)

Una coppia talmente stana che potrebbe anche funzionare. Morgan tra meno di un anno sindaco di Milano, come Marco Castoldi che è quanto recita l’anagrafe. E ad appoggiarlo c’è Vittorio Sgarbi che per parte sua il prossimo anno correrà per la poltrona di primo cittadino a Roma.

Possibile? Al momento assolutamente sì, perché quella che sembrava nata come una prposta provocatoria invece sta diventando concreta. Sgarbi ha chiamato Morgan per spiegargli il suo progetto e perché voleva candidare proprio lui per guidare una città emblematica come Milano.

Vittorio Sgarbi ha arruolato Morgan nella sua squadra (Getty Images)

Sgarbi in realtà ha confessarto di aver proposto a Morgan due opzioni, sia Milano che Napoli. L’ex leader del Bluvertigo ha puntato sulla prima perché, nato a Monza, conosce benissimo l’ambiente. Ora che è arrivato il sì, la candidatura può trasformarsi in realtà. A Roma la lista Rinascimento avrà Sgarbi come portavove, appoggiato pare anche da Matteo Salvini (almeno a suo dire) ma punta dritto anche su Milano.

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Morgan spiega perfché ha accettato la candidatura: con lui in squadra anche un collega

Morgan, nuova carriera in vista (Getty Images)

Marco ‘Morgan’ Castoldi, si trasforma in politico e ci crede. Ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecora” su Radio Rai1 ha spiegato di aver accettato la proposta di Sgarbi perché questa è una sfida vera e a lui sono sempre piaciute e quella del critico è una lista con molti margini di crescita.

Dice di avere idee certamente più vicine alla sinistra ma in realtà non gli piace essere catalogato. E per questo ammette che non gli dispiace Salvini perché ha anche tratti positivi. “Vedo più le persone che gli schieramenti, oggi i partiti non è che siano proprio portatori di ideali”.

Se dovesse essere eletto sindaco chiederebbe di entrare nelle sua squadra anche a Francesco Alberoni e ad un collega come Eugenio Finardi. Uno dei punti forti sarà risollevare la cultura che comunque stava male anche prima della mazzata Covid. Il resto del programma arriverà.

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