Febbre del Nilo in Italia, l’esperto: “Malattia grave, non scomparirà mai”

Febbre del Nilo in Italia, un esperto fa chiarezza sull’infezione dopo i recenti episodi in Lombardia. Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali, ne ha parlato ai microfoni di FanPage.it.

Febbre del Nilo
Zanzara tigre

Non solo il coronavirus, ora anche la febbre del Nilo preoccupa in Lombardia. Lo scorso 31 agosto, infatti, un uomo è morto a Cremona per la suddetta malattia e altri sono stati costretti al ricovero dopo un morso di zanzara apparentemente innocuo.

E’ proprio attraverso questi insetti, del resto, che l’infezione si protrae. Parliamo sempre di un virus, per il quale, proprio come il Covid-19, non vi è un rimedio al momento. Ma si tratta di una novità nel territorio italiano, semplicemente l’argomento torna in auge dopo i recenti fatti registrati nei confini lombardi.

Zanzara Febbre Gialla
Zanzara (via Pixabay)

Febbre del Nilo in Italia, l’allarme dell’esperto

“In Italia c’è dagli anni 90”, spiega Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), intervenuto ai microfoni di FanPage.

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La fonte, ovviamente, sono sempre gli animali: “Ha come serbatoio gli uccelli e si trasmette all’uomo attraverso un vettore, in questo caso la zanzara tigre, o altre zanzare non presenti nel nostro Paese. Anche altri animali sono possibili serbatoi, come i cavalli. Non è un’infezione particolarmente rara qui: nel 2018 erano poco meno di 600 i casi umani con 42 deceduti”. 

Ma c’è soprattutto un esemplare che trasmette in particolare tale minaccia: “Tramite la puntura della zanzara tigre, che è un tipo di zanzara che punge più di una volta lo stesso individuo, oppure tramite trasfusione di sangue o trapianto di organo, motivo per cui chi dona viene testato per verificare la presenza del virus o meno nell’organismo”. 

“E’ una malattia grave”, assicura Andreoni. I sintomi possono essere due: un attacco febbrile molto simile all’influenza con dolore muscolari e spossatezza, oppure addirittura una forma neuroinvasiva che comporta “cefalite e meningite con paralisi flaccide degli arti che può portare al decesso”.

Proprio come nel caso del coronavirus, si può essere asintomatici e non presentare sintomi. Ma a differenza dell’attuale virus – per il quale una speranza ancora c’è – per la febbre del Nilo: “Non c’è possibilità che scompaia, è una malattia che tende a rimanere nel Paese in cui si insidia”, spiega l’esperto.

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