OMS, nuovo allarme Covid: questa immunità non basta

L’OMS lancia un nuovo allarme sui contagi da Covid-19. Il livello di immunità raggiunto fino ad oggi non può bastare per dormire sereni

OMS nuovo allarme Covid (Getty Images)

Dati alla mano, l’OMS lancia l’ennesimo allarme sulla nuova ondata di contagi da Covid-19 e su quello che può significare per il futuro. A parlare è Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie: “Al momento non siamo neanche lontanamente vicini ai livelli di immunità necessari per fermare la trasmissione di questa malattia”.

La soglia per uscire fuori dalla zona rischio potrebbe anche essere più bassa del limite minimo di 60% ipotizzato qualche tempo fa. Ma nessuno può pensare o sperare che sia sufficiente l’immunità di gregge, che oltre tutto è stata abbandonata anche da chi, come la Gran Bretagna, ci aveva pensato.

Coronavirus USA
Coronavirus, record di morti nel mondo (Getty Images)

Il numero attuale è infinitamente più basso e lo conferma Maria Van Kerkhove, che guida il gruppo tecnico dell’OMS per il coronavirus. Gli studi completati fino ad oggi dimostano come
circa il 10% della popolazione mondiale abbia evidenze di anticorpi contro il Covid-19.

“Gli studi epidemiologici ci dicono costantemente, in tutte le regioni, che un’ampia percentuale della popolazione rimane suscettibile alle infezioni. Questo significa che il virus ha ancora l’opportunità di diffondersi”. Per di più i dati variano a seconda delle profesisolnie e quindi dei rischi: tra i sanitari e gli operatori in prima linea arrivano a circa il 20-25%.

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In ogni caso l’OMS è convinto che la pandemia da Covid-19 sia entrata in una nuova fase, quella forse più temuta. Perché oggi, come dimostra il moltiplicarsi di casi anche in Italia, l’età media dei contagiati si sta decisamente abbassando. Ci sono molto più contagi nelle persone sotto i 40 anni e un maggiore rischio per le fasce più vulnerabili.

vaccino russo
Cornavirus, si abbassa l’età media dei contagiati (Getty Images)

A testimoniarlo, sempre oggi da Ginevra, è Takeshi Kasai (direttore dell’ufficio del Pacifico Occidentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità). Ha spiegato che l’epidemia sta cambiando di forma e di sostanza “e le persone di 20, 30, 40 anni stanno sempre di più pilotando la diffusione. Molti non sanno di essere infetti e ciò aumenta il rischio di contagio dei più vulnerabili”. Non stiamo parlando solo degli asintomatici, ma di chi ha sviluppato il virus dopo viaggi all’estero in zona ‘contaminate’.

E anche l’Italia non fa eccezione come attestano gli ultimi numeri dell’ISS sull’età dei contagiati nel nostro Paese. Il bollettino riferito alla settimana dell’11 agosto ha registrato un’età media dei nuovi casi intorno a 34 anni. Inoltre asecondo il bollettino dell’OMS dall’inizio dell’epidemia al 16 agosto sono stati registrati 21,2 milioni di casi confermati di Covid-19 con 761.000 morti.

In testa nell’aumento registrato nell’ultima settimana troviamo il sud est dell’Asia e il Mediterraneo orientale. Invece in Europa e in America l’aumento dei casi è sostanzialmente stabile. Sensibile calo, pari al 27% rispetto alla settimana precedente, i contagi in Africa.