Germania, le aziende con filiali nei paradisi fiscali: giusto aiutarle?

0

In Germania si è acceso il dibattito sugli aiuti di Stato alle aziende che hanno filiali in Paesi a bassa tassazione. Giusto destinare loro soldi pubblici?

Soldi
Dibattito in Germania per aiuti di Stato (photo Pixabay)

La Germania, come riporta Il Fatto Quotidiano, perde ogni anno quasi venti miliardi di dollari di tasse, per via delle aziende (le maggiori per fatturato) che, spostandosi di qualche chilometro o nei quattro angoli del mondo, aprono filiali in Paesi dove la tassazione è minima. Aprendo sedi nei cosiddetti “paradisi fiscali”, le casse pubbliche si impoveriscono sempre di più e a tutti i livelli.

Così in Germania, come in Italia, si è acceso il dibattito sugli aiuti pubblici a queste aziende. Secondo un dossier del partito Die Linke, riportato dal Fatto Quotidiano, tutte le trenta maggiori aziende tedesche hanno sussidiari e filiali in paradisi fiscali: da Allianz a Lufthansa, passando per Siemens e Volkswagen, tutte queste società hanno filiali sparse tra Olanda, Lussemburgo, Svizzera e, allontanandosi , a Panama e alle Isole Cayman.

Leggi anche >>> Fase 2: nuove alternative per la vendita di mascherine

Germania: si accende il dibattito sugli aiuti di Stato

Angela Merkel, Coronavirus Germania
Anela Merkel (Getty)

Come riporta Il Fatto Quotidiano, uno studio denominato “The Missing Profits of Nations”, ha analizzato i dati di aprile, secondo cui la Germania è il Paese dell’UE che perde più risorse, proprio a vantaggio delle aziende e dei paradisi fiscali. Stando a questo studio, Berlino perde, ogni anno circa 20 miliardi di dollari di tasse. Come leggiamo dalla fonte, sarebbero circa 65 i miliardi mancanti di profitti da tassare. Tra questi, 53 sono diretti nei paradisi fiscali europei, mentre 12 nei Paesi extraeuropei.

C’è poi un’altra analisi molto interessante in questo senso: Centre for International Corporate Tax Accountability and Research, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha analizzato con molta attenzione il caso della società Fresenius. Quest’ultima è tra le più note società nell’ambito dei servizi medicali e detiene una fatturazione di oltre 35 miliardi di euro. Come leggiamo dalla fonte, i ricavi della società, che ha circa 300 mila dipendenti sparsi per il mondo, sono sparsi, per la maggior parte, in Paesi che hanno un’aliquota superiore del 30%. La società, secondo lo studio, è presente in molti paradisi fiscali del globo: Isole Vergini Britanniche, Hong Konk, Singapore, Panama, Bermuda, Cayman e Malta.

Potrebbe interessarti anche: Fase 2 spiagge: lettini, prenotazioni, piscine per salvare le vacanze

F.A.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui