Milano, nasce la prima biobanca per il coronavirus: a cosa servirà

Milano, nasce la prima biobanca per il coronavirus: a cosa servirà. L’idea è quella di contenere tutti i campioni per cure e vaccini

Biobanca coronavirus
Milano, nasce la biobanca per il coronavirus: a cosa servirà (Foto: Getty)

Arriva la prima biobanca italiana per il coronavirus e sorgerà a Milano. Il suo compito sarà quello di raccogliere tutti i dati relativi ai campioni di sangue e ai tessuti concernenti il SarsCov2. Verranno conservati tutti i test per cure e vaccini con lo scopo di creare una base di studio da cui prendere spunto per lo sviluppo futuro della ricerca.

L’idea nasce dall’input dell’Università degli studi di Milano e dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco, con il finanziamento (da oltre 800mila euro) da parte di Banco Bpm. Tecnicamente sorgerà proprio all’interno dell’ospedale Sacco del capoluogo lombardo, in un padiglione di circa 280 metri quadrati nel piano interrato del nosocomio meneghino. Conterrà 18 raccoglitori criogenici e un locale di congelatori, dove verranno conservati i materiali di ricerca. In più all’esterno verrà installato un serbatoio di azoto all’interno di un’area tecnica specifica.

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Milano, nasce la prima biobanca per il coronavirus: servirà a conservare i campioni di cure e vaccini per il Covid-19

Nasce la prima biobanca a Milano
Milano, nasce la prima biobanca per il coronavirus: servirà a conservare campioni di cure e vaccini per il Covid-19 (Foto: Getty)

La biobanca accentrerà a Milano tutti i campioni di ricerca sul coronavirus che provengono da tutti gli ospedali italiani. Sarà il polo di ricerca italiano per il Covid-19, con lo scopo di accelerare i tempi per il vaccino.

Il preside della facoltà di Medicina della Statale di Milano, Gianvincenzo Zuccotti, ha dichiarato: “C’è bisogno di avere una struttura dove il materiale biologico possa essere conservato e gestito in un certo modo.

I primi studi sono già partiti in modo frettoloso, ma altre ricerche saranno condotte nel prossimo futuro. Sarà importante avere dei campioni conservati secondo standard uniformi, in modo da poter partecipare anche a progetti di ricerca internazionale. Sarà fondamentale per poter arrivare preparati anche alle future ondate del virus“.

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