Bergamo, l’appello congiunto dei sindaci: “Va fermato tutto”

I sindaci delle province di Bergamo, con un appello congiunto, hanno fatto una precisa richiesta a Conte e Fontana.

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I 243 sindaci dei comuni di Bergamo, compreso il primo cittadino Giorgio Gori, hanno firmato un appello congiunto. In esso si fa una precisa richiesta al premier Conte ed al presidente della Lombardia, Attilio Fontana.

“La situazione che si vive nell’intera Regione Lombardia assume ormai i connotati dalla tragedia e questo è ancor più evidente purtroppo nella nostra provincia di Bergamo che in questi giorni sta vedendo morire tanti uomini e donne e cancellare intere generazioni, senza nemmeno poter dare un degno saluto”.

Poi incalzano: “Chiediamo, auspichiamo e sollecitiamo quindi un intervento maggiormente coercitivo che imponga nuove restrizioni. Con i dati che tutti conosciamo non è pensabile che ancora oggi ci si debba basare sul buon senso dei cittadini chiamati a rispettare regole soggette alle più varie interpretazioni”.

“Siamo consapevoli dell’importante presenza di attività produttive in Regione Lombardia che grande e operosa hanno fatto la nostra terra e siamo consapevoli che maggiori restrizioni potrebbero comportare gravi conseguenze economiche. Al momento, però, tutto questo appare necessario per salvare delle vite e per tutelare il valore primario della salute che non può che precedere quello pur sacrosanto del mercato economico. Al momento riteniamo che l’adozione di coraggiosi nuovi provvedimenti restrittivi possa rappresentare l’unica ed auspicabile soluzione per una tragedia che sembra oggi, che i contagi aumentano inesorabili, non avere fine”.

La decisione inevitabile: “I movimenti sul territorio sono ancora troppi, e molti inesorabilmente costituiscono un vettore per questo virus. È arrivato il momento di fermarci, ma per davvero. In rappresentanza di tutti i 243 comuni della Provincia e con l’adesione convinta del Presidente della Provincia chiediamo dunque un intervento restrittivo e doveroso, che potrà aiutare a vincere questa guerra”.

Bergamo, altre 70 salme trasportate fuori dal capoluogo

Quest’oggi altre 70 salme sono state caricate sui camion dell’esercito per essere spostati fuori regione, in particolare in Emilia Romagna. Si ripete dunque il triste scenario visto già 3 giorni fa. I feretri verranno distribuiti tra la Certosa di Ferrara e il cimitero di Copparo per la cremazione, come riporta Rainews.

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