Tutte le donne della Camera contro la Boldrini. Le sue “amiche” stanno diventanto le sue peggiori nemiche.

Quest’oggi, sulle pagine on line de il Giornale sono stati riportati i ricorsi di massa delle dipendenti donne contro la presidente della Camera più femminista della storia.

La Laura nazionale, ha tolto di mezzo termini maschili come “sindaco”, “ministro”, “bibliotecario” e “funzionario” quando sono riferiti a donne.

In uno scritto inviata alla Boldrini, scrivono: “Non appare superfluo ricordare che la denominazione al maschile del termine segretario scaturisce da rivendicazioni sindacali volte a superare una concezione riduttiva di una professionalità che, fino ad allora, veniva associata alla funzione di persona tuttofare”.

I sindacati interni si sono opposti alle nuove direttive grammaticali: “Il rispetto della parità di genere non può comportare l’ imposizione della declinazione al femminile della professionalità, in presenza di una diversa volontà della lavoratrice”. Si sono offerti di garantire “assistenza legale alle dipendenti in relazione alla questione del cambio del cartellino secondo le declinazioni al femminile”.