Via libera alla redistribuzione dei migranti. E’ quanto ha deciso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha bocciato il ricorso presentato da Slovacchia e Ungheria contro il piano dell’Unione europea sulla ricollocazione dei migranti sbarcati in Italia e in Grecia.

Il meccanismo – ha dichiarato la corte con sede a Lussemburgo – contribuisce a far sì che Italia e Grecia possano affrontare l’impatto della crisi migratoria, ed è proporzionato”.

Il piano prevede così la ricollocazione di 160mila persone di fronte a situazioni d’emergenza che i singoli Paesi che accolgono i migranti non riescano a risolvere come prevede l’articolo 78 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea in base al quale, “qualora uno o più Stati membri debbano affrontare una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi, il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare misure temporanee a beneficio dello Stato membro o degli Stati membri interessati”.

La decisione, però, era stata impugnata da Ungheria e Slovacchia il cui ricorso, tuttavia, non è stata accolta dalla Corte di Giustizia.

“La decisione da parte della Corte – ha il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto – è irresponsabile e riteniamo che questa decisione minacci la sicurezza di tutta l’Europa”.

La Slovacchia, invece, ha dichiarato che rispetterà la sentenza europea ma ha ribadito che non cambierà politica migratoria.