Il Giorno ha pubblicato una lunga intervista di un addetto alla sicurezza di Vos Hestia, una nave di Save the Children, una delle più grandi.

L’uomo ha denunciato la truffa delle Ong all’Aise: “Diciamoci la verità: pochi sono in pericolo di vita. Una volta abbiamo preso un battello con gente in buone condizioni. A dieci minuti dalla costa libica, non in alto mare. Quell’operazione l’ha voluta Save the Children direttamente da Londra, mentre tutti gli altri uffici europei erano contrari”.

Circa i rapporti con le altre Ong l’addetto spiega: “Sembrava una gara ad arrivare primi. Per me aveva un atteggiamento strano Iuventa, troppo piccola. Si capiva che faceva da appoggio.

Una volta eravamo in Libia con altre Ong, ma non si vedevano gommoni. Poi un giorno chiama Iuventa e dice ‘abbiamo 400 persone a bordo’. Ma noi in cinque giorni non avevamo visto nessuno! E poi, se carichi tutte quella gente, mi dici dove stanno i battelli che hanno usato? Allora vuol dire che glieli hanno portati gli scafisti“.

E per quanto riguarda i “rapporti tra alcune organizzazioni e scafisti? Sono evidenti. Spesso è lo scafista che dà la posizione con il telefono satellitare, non sono certo i migranti. Quando si trova un gommone con decine di persone a bordo sembra quasi che si siano dati appuntamento…”.