Shrinkflation: Nuove Regole Contro Prezzi Alti e Riduzione dei Prodotti in Confezione – Cosa Cambia per i Consumatori

Le confezioni si rimpiccioliscono, il carrello pesa uguale, lo scontrino no. La “shrinkflation” ha un nome difficile, ma un effetto semplicissimo: paghi di più per avere di meno. Ora arrivano nuove regole per rimettere trasparenza sugli scaffali e farci tornare padroni delle nostre scelte.

Capita così: prendi i biscotti di sempre, la scatola è identica, il prezzo pure. A casa leggi il retro: 330 grammi, non più 350. Un battito d’occhio in meno sul tavolo della colazione. La shrinkflation, letteralmente “riduzione” con prezzi alti invariati, si muove silenziosa tra confezioni e etichette. In Italia, nei mesi più caldi del 2023, l’inflazione alimentare ha toccato picchi a due cifre. In quel contesto, molte aziende hanno ritoccato la quantità più che il prezzo. È legale? Sì, se l’informazione è chiara. Ma spesso la chiarezza non basta a scovare il grammo scomparso.

Ho visto una signora al supermercato contare con il pollice lo spessore del pacco di patatine. “Mi sembrano meno,” ha sussurrato. Aveva ragione: da 200 a 180 grammi. Due pugni di chips svaniti nell’aria. Non è un caso isolato: cereali da 500 a 450 grammi, yogurt in vasetti più slanciati ma meno colmi, cioccolato con quadretti più sottili. La pratica non riguarda un solo marchio o un solo reparto: si muove dove l’occhio guarda la grafica e non i numeri.

E qui entra il punto che ci interessa davvero, quello che cambia il gioco a metà partita: sta per arrivare una normativa contro la shrinkflation. L’obiettivo è semplice: più trasparenza e meno sorprese.

Cosa prevedono le nuove regole

Evidenza al prezzo unitario. Il costo per 100 grammi o 100 millilitri dovrà essere esposto in modo più visibile, in negozio e online. È il modo più rapido per confrontare prodotti simili senza perdersi tra formati furbi.

Segnalazione delle “riduzioni”. Quando diminuisce il peso netto o il volume a prezzo invariato, il punto vendita dovrà indicarlo chiaramente per un periodo definito. Un cartello semplice, vicino allo scaffale, che dica: quantità ridotta rispetto alla confezione precedente.

Etichette più leggibili. Più contrasto, numeri di grammi e millilitri meno mimetizzati, stop a claim grafici che possano confondere il confronto tra vecchio e nuovo formato.

Vigilanza rafforzata. L’Antitrust e le autorità di controllo avranno strumenti più chiari per intervenire su pratiche scorrette e comminare sanzioni quando l’informazione è ingannevole.

Alcuni dettagli operativi potranno essere definiti con i decreti attuativi. Su tempi e modalità esatte, finché i testi non saranno pubblici, non ci sono dati ufficiali. Ma la direzione è tracciata: rendere visibile ciò che oggi richiede una lente d’ingrandimento.

Come difendersi al supermercato

Guarda sempre il prezzo al chilo/litro. È la bussola.

Confronta i formati vicini: spesso il “maxi” non è il più conveniente.

Occhio al “nuovo look”: se cambia la grafica, controlla anche i grammi.

Tieni memoria dei tuoi “standard”: pasta da 500 g, riso da 1 kg, carta igienica con numero di veli e rotoli. Le abitudini aiutano l’occhio.

Online, espandi le schede prodotto: il peso netto c’è sempre, anche se in piccolo.

Un dato conforta: dove il prezzo unitario è chiaro, i consumatori spostano gli acquisti verso le opzioni più oneste. Il mercato reagisce. E le aziende, quando capiscono che il pubblico legge i numeri, preferiscono comunicare apertamente i cambi di formato.

La shrinkflation non scomparirà da un giorno all’altro. Ma possiamo toglierle il mantello dell’invisibilità. Forse la prossima volta, davanti a due tavolette di cioccolato identiche, sceglierai quella con 10 grammi in più a pari prezzo. È un gesto minimo, ma somiglia a un voto. Quanti “voti” servono perché uno scaffale cambi faccia? Magari meno di quanti pensiamo.

Gestione cookie