Tra Jesi e l’Europa: Scopriamo dove vive oggi Roberto Mancini, il nuovo CT della Nazionale Italiana

Un ragazzo di provincia che ha attraversato l’Europa con una valigia leggera e un’idea fissa: il calcio come casa. Oggi, mentre si parla di un nuovo capitolo in azzurro, torniamo sulle sue tracce per capire dove si appoggia davvero la vita di Roberto Mancini.

Dalla provincia al mondo

C’è una linea che unisce Jesi alle notti di Wembley. Nasce lì, nelle Marche, il 27 novembre 1964. Cresce tra campetti e oratori. Diventa un simbolo della Sampdoria, con Gianluca Vialli al fianco. Vince uno scudetto nel 1991, quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe. Sfiora la Coppa dei Campioni nel 1992, ancora Wembley, contro il Barcellona. A Lazio aggiunge un altro scudetto e trofei nazionali.

Poi cambia lato della panchina. All’Inter mette in fila tre titoli di Serie A. Al Manchester City firma la Premier League 2011-12, la prima dell’era moderna del club. Al Galatasaray alza la Coppa di Turchia. E con la Nazionale italiana completa il cerchio: l’Europeo 2020 vinto nel 2021, proprio a Wembley. Sono tappe verificabili, fotografie di una carriera che ha lasciato segni chiari.

Oggi, sul suo ruolo in azzurro, serve prudenza: al momento non ci sono comunicazioni ufficiali che confermino in modo definitivo un incarico da “nuovo CT”. Se e quando arriveranno, saranno la notizia. Intanto, la domanda resta: dove vive oggi Roberto Mancini?

Dove vive oggi Roberto Mancini

Qui la risposta chiede misura. Non esiste un indirizzo pubblico. Non è un dettaglio da gossip, è una questione di rispetto. Possiamo però tracciare il suo perimetro quotidiano con dati solidi e buon senso.

Nel periodo in cui ha guidato l’Italia, Roberto Mancini ha avuto una base operativa tra Roma e Coverciano (il Centro Tecnico Federale a Firenze). È la geografia naturale di chi lavora per la Nazionale italiana: riunioni in federazione, raduni, analisi, partite da seguire. Le cronache sportive lo collocano spesso nella capitale per impegni istituzionali, con frequenti spostamenti verso Firenze e gli stadi di Serie A. La sua “residenza” reale, in pratica, è fatta di treni ad alta velocità e voli serali.

C’è poi il ritorno alle origini. Il legame con Jesi è costante. Lo si vede a eventi locali, a iniziative benefiche, nelle giornate d’estate lungo la Riviera del Conero. Niente di clamoroso: una normalità che profuma di casa. Non ci sono conferme pubbliche su una dimora stabile nelle Marche, ma il filo familiare è evidente e ricorrente.

Se l’incarico in panchina dovesse consolidarsi, è realistico aspettarsi uno schema ormai rodato: base a Roma per lavoro, settimane che passano da Coverciano, agenda scandita da scouting in Italia e in Europa. Un esempio concreto? Lunedì a Coverciano per video e dati, metà settimana in tribuna a Milano o Torino per le coppe, weekend tra due stadi diversi. Appunti presi al volo, telefonate brevi, una cena tardi. È il mestiere.

Alla fine, “dove vive” uno come Mancini non è una coordinata su Google Maps. È un luogo mentale. È l’odore dell’erba bagnata la mattina, è una strada che da Jesi porta verso nord, è una finestra d’albergo che cambia vista e orizzonte. Forse è questo il punto: chiamare casa non un indirizzo, ma la rotta. E a voi, oggi, quale rotta fa sentire a casa?

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