Tra Suspense e Storia: Tre Film Difficili da Non Perdere, Inclusa l’Anteprima Italiana ‘Good Luck, Have Fun, Don’t Die’

Tre film, tre modi diversi di tenere il respiro: dal boato trattenuto sotto le strade di Londra a un’anteprima che parla la lingua del presente, fino a un’opera che ci costringe a guardare la Storia dritta negli occhi.

Una bomba nel presente: Fuze

In una Londra che corre senza guardarsi attorno, i cantieri grattano il suolo e risvegliano il passato. In Fuze – Conto alla rovescia, diretto dal britannico David Mackenzie, un ordigno inesploso della Seconda guerra mondiale riemerge durante dei lavori in città. Il protagonista è un maggiore dell’esercito specializzato in bonifiche, volto duro e nervi freddi di Aaron Taylor-Johnson. Il film promette suspense tesa e concreta: niente orpelli, solo countdown, procedure, strade evacuate e quella pressione sorda che cresce minuto dopo minuto.

La forza dell’idea è semplice e attuale. In Regno Unito gli ordigni riemergono ancora oggi: nel 2021, a Exeter, una bomba da oltre mezza tonnellata ha richiesto l’evacuazione di migliaia di residenti e la detonazione controllata ha danneggiato palazzi a centinaia di metri. La realtà, quando vuole, è più tagliente di qualsiasi thriller. Mackenzie lo sa: in Hell or High Water teneva la tensione in spazi aperti; qui la stringe tra tubi, fango, fondamenta. Taylor-Johnson, passato per ruoli fisici come Nocturnal Animals e Bullet Train, porta fisicità e fragilità. La domanda non è “se” ma “quanto” riuscirà a reggere il filo sottile tra tecnica e paura.

A metà sala ci rendiamo conto del punto centrale: non è la bomba in sé, ma la nostra convivenza con ciò che resta. Il passato non passa; resta sotto i piedi, vibra nei muri, torna quando scavi per costruire il nuovo.

Una doppia scossa: l’anteprima e la memoria

Arriva poi l’anteprima italiana di Good Luck, Have Fun, Don’t Die. Il titolo sembra uscito da una chat di gaming: suona come un invito e un avvertimento insieme. Al momento, i materiali ufficiali disponibili al pubblico non chiariscono in modo definitivo trama e cast; le informazioni circolano ma non tutte sono verificabili. Questo, paradossalmente, aumenta la curiosità. Il cinema recente ha imparato a mischiare azione rapida, umorismo secco e tecnologia quotidiana. Se il film sceglie quella traiettoria, aspettiamoci ritmo alto, energia pop e una regia che si diverte col nostro immaginario digitale. L’anteprima è l’occasione giusta per capire se il titolo è solo un ammicco o una vera poetica: “buona fortuna, divertiti, non morire” è una regola da videogioco che somiglia molto alla vita adulta di oggi.

Il terzo titolo è un contrappunto necessario: The Zone of Interest di Jonathan Glazer. Qui la storia non è fondale, è la gabbia stessa del racconto. Seguiamo la famiglia Höss accanto al lager di Auschwitz, senza mostrare direttamente l’orrore e lasciando che il suono e la routine parlino. Il film ha vinto due Oscar 2024 (miglior film internazionale e miglior sonoro): un riconoscimento che spiega la precisione dell’impianto e il suo coraggio formale. Non è un film “comodo”, ma è un film che resta. La sua tensione nasce dal non detto, dal bordo dell’inquadratura, dalla distanza che non ci protegge.

Tre film, quindi, e un filo: la frizione tra quotidiano e abisso. Il boato possibile sotto i marciapiedi. L’adrenalina come grammatica del presente. Il silenzio che racconta più di un urlo. In quale di questi tre specchi preferiamo guardarci stasera, uscendo dal cinema con il passo un po’ più attento e l’orecchio teso al rumore di fondo della città?

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