Kata, un anno dalla scomparsa: tra le terribili ipotesi droga, racket e abusi sessuali. Lunedì prevista una fiaccolata

Il narcotraffico, il racket, lo scambio di persona, gli abusi sessuali: sono 4 le piste seguite ad un anno dalla scomparsa di Kata.

La Procura della Repubblica del capoluogo toscano ha fatto il punto della situazione sulla sparizione da Firenze della bimba peruviana nel corso di una conferenza stampa. In tutte le ipotesi c’è un punto fermo: la scomparsa di Kata è il frutto dell’attuazione di un piano ben organizzato e non di un’attività estemporanea.

Kata, un anno dalla scomparsa: tra le terribili ipotesi droga, racket e abusi sessuali
Kata, un anno dalla scomparsa (Ansa Foto) – www.inews24.it

Le indagini continuano e non si sono mai interrotte”, ha assicurato il procuratore Filippo Spiezia. Kataleya Chicllo Alvarez di 5 anni è sparita nel nulla il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor, dove viveva con la madre, il fratellino e altre famiglie di immigrati. La struttura, ubicata nel quartiere “San Jacopino” di Firenze, era un albergo a tre stelle fino allo scoppio della pandemia da Covid-19. Da allora ha chiuso ed è stato occupato abusivamente da senza fissa dimora peruviani e rumeni.

Oltre al fatto che la sparizione della bambina sia il frutto di un piano ben congegnato dai rapitori, c’è anche un’altra certezza. Ovvero che gli organizzatori abbiano sfruttato un’area non coperta dal sistema di videosorvaglianza via Monteverdi, alle spalle dell’ex hotel Astor. I sequestratori potrebbero aver portato via Kata superando un muro alto due metri. E camminando sui tetti dei garage di un condominio per approdare infine in via Monteverdi, una strada traversa.

La madre di Kata aveva affidato i bambini al fratello nel primo pomeriggio prima di accorgersi della sparizione. La donna ha poi compiuto una serie di errori, come recarsi nella caserma della polfer invece del comando carabinieri che aveva contattato telefonicamente. Le ricerche sono quindi partite solamente nella serata dello stesso giorno. Nei mesi scorsi a cercare Kata si sono recati presso l’ex albergo Astor anche i Cacciatori di Calabria, uno dei reparti d’élite dei carabinieri, ma senza risultati.

Nel fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura ci sono due indagati: i due zii di Kata, il fratello del padre il fratello della madre. Quest’ultimo, in particolare, è imputato in un processo per un giro di estorsioni delle camere all’Astor. Il padre della piccola, invece, è in carcere per un furto.

L’indagine rimane altamente complessa – ha spiegato il procuratore Spiezia – e ciò deriva dalla circostanza che la notizia della scomparsa della minore è arrivata alle autorità di polizia con un gap temporale rispetto a quanto riteniamo sia avvenuta la presunta scomparsa. Anche il contesto non aiuta: abbiamo riscontrato atteggiamenti non collaborativi da parte di peruviani e rumeni e un clima un po’ omertoso. Ma abbiamo prospettive di sviluppi a breve: tutto dipenderà anche dall’esito di ulteriori attività delegate”.

Scomparsa di Kata: ci sono due indagati

Ha continuato a lanciare appelli, anche nelle ultime ore, la mamma della piccola, Katherine Alavrez Vasquez, 27 anni. Che adesso vive con l’altro figlio piccolo in un appartamento del Comune di Firenze. “Chiedo alle persone che finora non hanno parlato di parlare, chiedo di dire la verità. – ha detto la donna – Pensate che mia figlia è una bambina piccola, innocente, lei non c’entra niente. Io voglio solo riabbracciarla, non mi interessare sapere chi è stato, il motivo, non voglio sapere niente, voglio solo abbracciare mia figlia”.

Nei mesi scorsi a cercare Kata si sono recati presso l’ex albergo Astor anche i Cacciatori di Calabria
I carabinieri impegnati nelle ricerche di Kata (Ansa Foto) – www.inews24.it

Lunedì 10 giugno alle 18 a Firenze in piazza Dalla Piccola si terrà una fiaccolata organizzata dall’associazione Penelope Toscana. “Non possiamo dimenticare ciò che è successo a questa bambina. – ha sottolineato l’associazione in una nota – La verità è sempre una sola ma deve ancora essere svelata. Nessun disdegno su questa storia ma impegno di tutta la società civile. Saremo lì per Kata, sempre, ovunque e comunque”.

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