Giada Zanola era ancora viva quando è stata buttata giù dal cavalcavia

Giada Zanola era probabilmente ancora viva quando il compagno l’ha gettata giù dal cavalcavia. L’indiscrezione dai risultati dell’autopsia.

Per i risultati completi degli esami ordinati dalla Procura di Padova bisognerà attendere un mese circa. Solo allora si saprà se Giada era stata tramortita o drogata, mentre già da ora pare certo che il corpo della vittima non presenterebbe segni di strangolamento o ferite da taglio. Bisogna ricordare che il corpo della 34enne versa in condizioni terribili: dopo un volo di circa quindici metri, è stato travolto da un tir di passaggio. Anche per questo il medico legale, non è riuscito a stabilire l’esatto orario del decesso.

Giada Zanola era ancora viva quando è stata buttata giù dal cavalcavia
Giada era ancora viva quando è stata buttata giù dal cavalcavia (Ansa Foto) – www.inews24.it

Accusato del delitto, avvenuto nella notte tra il 28 ed il 29 maggio, è Andrea Favero, camionista 39enne, arrestato dagli agenti della squadra mobile di Padova. Favero, a parte le prime parziali ammissioni fatte agli inquirenti, poi a gip e pm non ha detto più nulla. L’uomo si trova nel carcere “Due Palazzi” di Padova. Nelle scorse ore ha revocato la legale d’ufficio Laura Trevisan ed ha nominato il suo nuovo avvocato, Marco Marcelli, esperto penalista del foro di Venezia. I poliziotti sono al lavoro per raccogliere ulteriori testimonianze ed attendono la consulenza tecnico-informatica sul cellulare di Favero. Lo smartphone della vittima, invece, non è ancora stato ritrovato ma a breve potrebbero essere disponibili i tabulati del traffico sul numero di Giada.

Le liti erano all’ordine del giorno: la coppia ha un figlio di 3 anni e programmava le nozze

A carico dell’uomo, oltre alle sue parziali ammissioni, anche le immagini delle telecamere puntate sul tratto della A4, in direzione Milano, e dello stesso sovrappasso autostradale di Vigonza, dov’è avvenuto il delitto. All’inizio si pensava ad un suicidio, ma una volta raggiunta l’abitazione della coppia, a circa un chilometro dal cavalcavia, gli agenti hanno notato lividi ed escoriazioni sui polsi del 39enne. La coppia ha un figlio di 3 anni ed aveva programmato le nozze per il prossimo 21 settembre. Le liti, però, erano all’ordine del giorno ed in due casi, Giada Zanola aveva confessato a delle amiche, lui l’aveva presa per il collo.

Il sovrappasso autostradale di Vigonza dov’è avvenuto il delitto
A carico dell’uomo, oltre alle sue parziali ammissioni, anche le immagini delle telecamere puntate sul tratto della A4 (Ansa Foto) – www.inews24.it

La donna aveva confidato anche di avere timore che lui potesse mettere in rete alcuni video intimi per ricattarla. O che potesse avvelenarla, o drogarla a sua insaputa. Dopo l’ultimo litigio Giada era scappata per poi essere raggiunta in macchina su quel cavalcavia. Aveva anche cambiato occupazione e avrebbe dovuto cominciare a lavorare in un distributore di benzina. Anche le amiche potrebbero essere ascoltate nuovamente a breve dagli inquirenti. La Procura non ha ancora dato il via libera per i funerali ma domani sera il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro, ha organizzato una fiaccolata con arrivo al cavalcavia, con la partecipazione del padre della vittima. La fiaccolata partirà dall’abitazione dove abitava la Giada e arriverà al cavalcavia sull’A4 nel punto dove è stata uccisa.

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