Nella seconda sosta, Filippo Turetta tentò di chiudere la bocca a Giulia con lo scotch, e iniziò a colpirla con un altro coltello, uccidendola. Dall’autopsia al corpo della giovane, è emerso che i colpi sono stati 75, molti più di quelli confessati.
Dopo il femminicidio, prese il corpo, lo caricò nella Punto nera per poi abbandonarlo in Friuli e scappare da solo fino in Germania, dove venne preso il 19 novembre. Nell’interrogatorio Turetta racconta di aver provato a suicidarsi. A Barcis, prima di abbandonare il cadavere di Giulia “mi sono fermato in un punto in cui non c’erano case e sono rimasto un po’ lì. Ho provato anche con un sacchetto a soffocarmi”, ma non ci riuscì.
Avrebbe tentato il suicidio anche in Germania, con un coltello: “Cercavo notizie che mi facessero stare abbastanza male da avere il coraggio per suicidarmi, ma ho letto che i miei genitori speravano di trovarmi ancora vivo e ho avuto l’effetto opposto”.