“Proprio nei cantieri del settore edile hanno perso la vita 41 lavoratori e lavoratrici, più del doppio rispetto alle 18 vittime dello stesso periodo dell’anno precedente. Se da una parte la Uil chiede di introdurre nel nostro ordinamento l’omicidio sul lavoro, dall’altra, ancora troppo spesso, sentiamo associazioni datoriali che si preoccupano solo dell’eventuale chiusura delle loro imprese, come se il vero problema fosse questo e non il dramma delle morti sul lavoro”, continua Veronesi in una nota diffusa da Italpress.
“Sono necessarie azioni forti e immediate che devono portare a una presa di responsabilità netta, certamente da parte delle istituzioni e di tutte le parti sociali, ma anche delle imprese , che dovrebbero preoccuparsi di tutelare la salute e la vita dei loro dipendenti, piuttosto che temere controlli e sanzioni”.