Medvedev: “Nessuno ha bisogno dell’Ucraina, sparirà”

A queste affermazioni l’Ucraina ha risposto ieri con i fatti: la decisione del Comitato Ucraina-Ue che crea le condizioni affinché il Paese acquisisca il regime del mercato Ue nel campo del roaming.

L’Ucraina non interessa a nessuno e sparirà”. Sono le parole di Dmitri Medvedev in un messaggio pubblicato sul social russo VKontakte e ripreso dalla stampa internazionale.

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Medvedev, le ultime dichiarazioni sull’Ucraina – Inews24.it

L’ex presidente russo rilancia le accuse contro “il regime nazista di Kiev”, sotto il quale vivono “milioni di compatrioti”. Ed aggiunge che anche gli stessi ucraini, poco di più 20 dei 45 milioni di persone, rimangono ancora nel Paese e “sono costretti a vivere in costante ansia e paura. Nessuno sul pianeta ha bisogno di una simile Ucraina. Ecco perché cesserà di esistere”. 

A queste affermazioni l’Ucraina ha risposto ieri con i fatti: con la decisione del Comitato Ucraina-Ue che crea le condizioni affinché il Paese acquisisca il regime del mercato Ue nel campo del roaming. Il documento mira ad integrare Kiev nel settore dei servizi di telecomunicazione, specie per quanto riguarda il roaming delle reti pubbliche di comunicazione mobile.

La fuga dei documenti segreti Usa

Intanto ha fatto il giro del mondo la rivelazione del New York Times, che citando fonti dell’amministrazione americana, parla di documenti top secret degli Usa e della Nato sui piani per rafforzare l’esercito di Kiev contro la Russia, che sono stati pubblicati in settimana sui social.

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Fuga di documenti top secret – Inews24.it

Il Pentagono ha aperto un’indagine. Secondo le fonti, i documenti pubblicati sono stati modificati in parte in alcune parti rispetto al formato originale, aumentando le stime americane dei morti ucraini e ribassando quelle delle vittime russe. Ciò farebbe credere che si sia trattato di un tentativo di disinformazione da parte di Mosca.

L’Ucraina ha preso le parti degli Usa nella questione attraverso la voce di Mykhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, secondo cui la fuga di questi documenti è avvenuta “per distogliere l’attenzione, gettare dubbi e sospetti reciproci e seminare discordia”. 

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