È rimasto ucciso nel corso di un raid di Hezbollah nel nord di Israele Rafael Kauders, riservista italo-israeliano di 39 anni.
A darne notizia oggi è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Ho appena parlato con la famiglia, attiva nella comunità italiana in Israele, per esprimere le condoglianze a nome di tutto il Governo”. Kauders stava svolgendo il servizio di richiamo nell’esercito a Kurfeish nel nord di Israele e apparteneva al Battaglione 5030 della Brigata Alon.
Stando a quanto si apprende, Kauders è morto dopo essere stato ferito dalla caduta di un drone esplosivo lanciato dagli Hezbollah, l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese, nel nord d’Israele. Il presidente della comunità ebraica di Roma Victor Fadlun ha espresso “sgomento e dolore” per la morte del 39enne, sposato e padre di quattro figli.
La famiglia Kauders, stabilitasi a Zur Hadassa, non lontano da Gerusalemme, era originaria di Milano e si era trasferita in Israele da ormai molti anni. Una zia di Rafael, Bianca Kauders, è morta nel 2003 nel corso di un attentato palestinese a Gerusalemme. L’ambasciatore israeliano a Roma Alone Bar ha detto che “l’attacco del 7 ottobre e la guerra che ne è conseguita ha distrutto le vite di troppi, specialmente di giovani” ed ha ringraziato Tajani “per le sue parole di vicinanza di fronte a questa ennesima tragica perdita”.
Rafael Kauders è il primo italo-israeliano ucciso sul campo di battaglia. Ma è il quarto ad aver perso la vita dall’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023. Tre cittadini con doppio passaporto che erano stati dati per dispersi sono stati successivamente confermati deceduti. Si tratta di Evitar Kipnis, sua moglie Lea Havron e Nir Forti. I corpi di Kipnis e Havron sono stati trovati insieme a quelli di altri centosei cadaveri dopo l’assalto sferrato da Hamas al kibbutz di Be’eri. La madre di Eviatar Kipnis era nata a Livorno. Forti, invece, nonna di Trieste e nonno di Milano, si trovava ad un rave party nel deserto del Negev, uno dei primi ad essere attaccato da Hamas. Insieme a lui è stata uccisa anche la fidanzata Shai Regev.
Il conflitto ha continuato a mietere altre vittime. Un attacco aereo di Israele su una scuola dell’Onu piena di sfollati palestinesi nel centro della Striscia di Gaza, a Nuseirat, ha provocato almeno quaranta morti. Secondo l’Esercito israeliano (Idf) nella scuola dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, c’era un covo di Hamas con almeno venti o trenta terroristi. Sempre secondo l’Idf i militanti avevano usato l’istituto come base per orchestrare alcuni degli attacchi del 7 ottobre. “La terribile notizia deve essere oggetto di un’indagine indipendente“, ha detto l’Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell.
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