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Maltempo, Cogne isolata rischia la stagione turistica: pronta la dichiarazione dello stato di emergenza

Sono bastate sei ore di pioggia per mettere a rischio l’intera stagione turistica a Cogne, in Valle d’Aosta, colpita dal maltempo.

Dal Comune hanno fatto sapere che è stato calcolato che lo scorso fine settimana in appena sei ore sono caduti 90 millimetri di acqua sul territorio. Intanto va avanti l’evacuazione di abitanti e turisti con gli elicotteri. L’acquedotto è stato ripristinato, anche se è raccomandato bollire l’acqua prima dell’utilizzo. Più problematica la situazione della strada: servirà almeno un mese per renderla percorribile.

Cogne flagellata dal maltempo (Ansa Foto) – inews24.it

Siamo una località turistica – ha detto Deborah Bionaz, assessore al Turismo di Cogne – è ovvio che i danni per noi saranno enormi, perché vuol dire comunque aver perso se non tutta la stagione, almeno tutto il mese di luglio. Adesso stiamo cercando di capire come organizzarci. Negli ultimi anni, complice il cambiamento climatico, in montagna le previsioni stanno diventando sempre più difficili e il tempo è sempre più variabile”.

Come già accennato, sono iniziati gli interventi di ripristino del collegamento viario lungo la strada regionale per Cogne. La strada è interrotta in tre punti, e sono in corso le valutazioni delle soluzioni tecniche, dei tempi e dei costi. Ripristinata invece la strada per Lillaz, mentre per Valnontey è stata fatta una traccia per mezzi di scavo e di emergenza.

I primi interventi sono essenzialmente legati, come stabilisce il codice, a quelli effettuati dai Comuni, come ad esempio ripristinare le strade e i servizi essenziali. – ha spiegato il Ministro della Protezione civile Nello Musumeci – Quella arteria, che è importante e strategica, temo non possa essere messa in sesto e resa percorribile nello spazio di un mese“.

A Breuil-Cervinia sono proseguiti i lavori di disalveo del torrente Marmore, esondato sabato, e le attività di svuotamento delle cantine dai detriti e dall’acqua. L’acquedotto comunale di Cogne, danneggiato dall’alluvione nella notte tra sabato e domenica, è stato ripristinato ma per precauzione l’acqua va bollita prima del suo utilizzo per uso alimentare.

Oggi sono state sgomberate con l’elicottero altre 300 persone. A ieri erano 853 in totale le persone che hanno lasciato il paese. Hanno lavorato quattro elicotteri della protezione civile regionale con a bordo i tecnici del soccorso alpino valdostano, uno della guardia di finanza, uno dei vigili del fuoco e due dei carabinieri. Ieri sera nella sede della protezione civile regionale ad Aosta si è riunito il Centro Coordinamento Soccorsi con il presidente della Regione Renzo Testolin, per fare il punto della situazione.

Entro venerdì verrà inviata a Roma la documentazione per la dichiarazione dello stato di emergenza. Ciò consentirà alla Valle d’Aosta di agire con urgenza e con poteri straordinari, derogando alle norme di legge e ai vincoli di bilancio. Come annunciato dal governatore Alberto Cirio, anche il Piemonte chiederà lo stato di emergenza per sbloccare risorse per 25 milioni di euro. Solo ieri e nella sola Torino i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 50 interventi a causa del maltempo. Tra alberi caduti, tetti divelti e colate di fango.

Gli albergatori: “A luglio a Cogne è come se fosse Natale”

A Cogne c’è intanto preoccupazione per il turismo. Musumeci ha commentato che “nel mezzo di una stagione promettente arriva questa calamità che mi auguro non venga più considerata un evento eccezionale. Saremo chiamati a farci i conti, tanto le istituzioni quanto i cittadini. Dobbiamo abituarci a convivere e quindi a mettere mano a una seria campagna di prevenzione”.

A Cogne, preoccupazione per il turismo (Ansa Foto) – inews24.it

Luigi Fosson, presidente di Adava, l’Associazione degli Albergatori e Imprese turistiche della Valle d’Aosta, ha detto che “per quanto riguarda Cogne il danno sarà pari a quello del Covid, perché sono necessarie settimane per sistemare la strada. Cogne è in mezzo al Gran Paradiso. A luglio, mentre altre stazioni hanno un’occupazione tra il 50 al 60%, ha per tradizione un’occupazione che sfiora il 100%. Luglio, dunque, è come se fosse Natale. Perdere questo mese significa dimezzare il fatturato annuo o quasi”.

Francesco Ferrigno

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