L’amante segreta di Messina Denaro: “Non sapevo fosse lui”

Il capomafia e l’amante si erano incontrati più volte nei giorni prima dell’arresto. In questi giorni, in molti stanno rilasciando dichiarazioni spontanee per paura di essere coinvolti nel reato di associazione mafiosa o favoreggiamento.

L'amante segreta di Messina Denaro

“Non avevo idea della sua vera identità. A me si è presentato con un nome diverso.” È quando dichiara la donna che ha avuto una relazione col boss di Castelvetrano. La quale si è presentata spontaneamente dalle forze dell’ordine, come in questi giorni stanno facendo in tanti per paura di essere coinvolti. “Non potevo sapere che quell’uomo fosse Matteo Messina Denaro”, continua quella che era la sua amante.

La donna, cui ora verrà conferito lo status di testimone di giustizia, si è presentata dopo essersi resa conto che il suo amante era il boss originario di Castelvetrano. I due si sarebbero visti più volte fino a pochi giorni prima del blitz dei Ros all’interno della clinica Maddalena di Palermo. Dove il capomafia è stato catturato dopo 30 anni di latitanza. Messina Denaro è l’amante si sarebbero visti all’interno dell’appartamento di vicolo San Vito a Campobello di Mazara, il primo covo del boss scoperto dagli investigatori. All’interno dello stesso sono stati ritrovati documenti, alcuni telefoni e dei pizzini che il boss utilizzava per comunicare.

L’amante segreta di Messina Denaro, in molti dai carabinieri per rilasciare dichiarazioni spontanee

La donna ha assicurato agli inquirenti che non aveva mai nutrito sospetti su quell’uomo che ha sempre considerato come uomo gentile e attento. Le forze dell’ordine non sono però convinte che la donna stia dicendo la totale verità: stanno perciò indagando per appurare la veridicità delle sue parole e se veramente non conoscesse l’identità del boss. Ad ogni modo, la donna non è l’unica che in questi giorni si sta presentando spontaneamente alle forze dell’ordine. In molti si stanno presentando in caserma per rilasciare dichiarazioni, con la paura di essere coinvolti in reati di associazione mafiosa e favoreggiamento.

Un modo per “anticipare” le mosse della giustizia per riferire di occasionali o lunghe frequentazioni col capomafia. Tra questi: il traslocatore incaricato di portare i mobili del boss dal covo di via San Giovanni all’ultimo nascondiglio; il proprietario della concessionaria di Palermo in cui Messina Denaro, con i documenti del suo “alter ego” Andrea Bonafede, ha acquistato l’Alfa Giulietta; i ristoratori che l’hanno visto nei loro locali e i pazienti della clinica Maddalena di Palermo. Tutti quanti, davanti agli investigatori, hanno dichiarato che non avessero alcuna idea di quale fosse la vera identità di Matteo Messina Denaro.