Corruzione: dimissioni ai vertici del governo Zelensky dopo le accuse

Anche altre autorità regionali potrebbero chiedere le dimissioni nelle prossime ore.

Vyacheslav Shapovalov, Kyrylo Tymoshenko, Oleksiy Simonenko - Foto di Ansa Foto
Vyacheslav Shapovalov, Kyrylo Tymoshenko, Oleksiy Simonenko – Foto di Ansa Foto

Ucraina, in frantumi il governo. Il viceministro della Difesa Vyacheslav Shapovalov, il vicecapo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko e il vice procuratore generale Oleksiy Simonenko hanno annunciato le loro dimissioni.

Shapovalov è oggetto di sospetti e accuse di corruzione e in una nota ufficiale ha chiesto di lasciare il suo incarico per non “creare minacce alle forze armate in seguito alle accuse sull’acquisto dei servizi di ristorazione”. Nella nota, pubblicata sul sito del Ministero, aggiunge: “Nonostante il fatto che le accuse annunciate siano prive di fondamento, le dimissioni sono un atto degno delle tradizioni della politica europea e democratica, dimostrazione che gli interessi della Difesa sono superiori a qualsiasi gabinetto o presidenza”. 

Anche il vicecapo dell’ufficio presidenziale Tymoshenko ha fatto sapere di aver chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di sollevarlo dalle sue funzioni. “Ringrazio il presidente dell’Ucraina per la fiducia e l’opportunità di compiere buone azioni ogni giorno e ogni minuto”, ha scritto su Telegram.

Ucraina, nelle prossime settimane cambi ai vertici

Intanto sul sito della Presidenza è stato pubblicato un decreto nel quale Zelensky accetta le dimissioni. Il presidente ucraino ha annunciato alcuni cambiamenti nel governo nella prossima settimana, che riguarderanno le regioni e le forze di sicurezza, in seguito alle accuse di corruzione.

Il motivo della bufera politica sono alcune rivelazioni dei media su presunti acquisti di forniture a prezzi gonfiati. Anche altre autorità regionali potrebbero chiedere le dimissioni. Il nome di Tymoshenko era già finito in passato in uno scandalo legato all’uso personale di auto di lusso. L’ormai vicecapo dell’ufficio presidenziale aveva respinto le accuse.