Matteo Messina Denaro, il giallo sulle altre identità del boss

Ritrovata anche l'auto del boss, una Giulietta, sulla quale sono in corso accertamenti irripetibili.

Auto del boss Matteo Messina Denaro - Foto di Ansa Foto
Auto del boss Matteo Messina Denaro – Foto di Ansa Foto

Di ora in ora gli inquirenti ricostruiscono un piccolo pezzo della storia della latitanza di Matteo Messina Denaro, durata trent’anni. Il capomafia potrebbe aver trascorso gli ultimi quattro anni nella sua terra e oltre a quella di Andrea Bonafede, potrebbe aver usato anche altre identità.

Matteo Messina Denaro e l’altro alias, Francesco

Io lo conoscevo come Francesco”, ha dichiarato Giovanni Luppino, considerato l’autista di Messina Denaro, che è stato arrestato con lui lunedì scorso alla clinica La Maddalena. “L’ho visto solo due volte”, avrebbe detto l’uomo ai magistrati che lo hanno iscritto al registro degli indagati per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena, entrambi aggravati dall’aver favorito la mafia.

Oltre a Luppino è indagato Andrea Bonafede, ma anche altri due medici. Il primo, Andrea Tumbarello, è l’ex medico di base di Campobello che aveva in cura il falso Andrea Bonafede. Il secondo è invece l’oncologo trapanese che fece l’esame genetico per investigare sul tipo di cancro che ha colpito il boss e gli ha prescritto la chemioterapia.

Le perquisizioni ormai si sussegguono di ora in ora. Dopo i tre covi rinvenuti, sono stati passati al setaccio locali, case, magazzini del fratelli di Messina Denaro, l’ex avvocato Antonio Messina, di Giovanni Luppino, quella di Bonafede. Ed è anche stata trovata un’auto, una Giulietta, che il boss aveva acquistato presso una concessionaria palermitana e teneva nel garage del figlio di Luppino.

Sull’auto sono in corso accertamenti irripetibili, mentre sono state trovate anche tracce di presenza femminile.