Sciopero benzinai, Sperduto (Faib) a iNews24: “Non ci preoccupano i cartelli, ma le sanzioni. Chiesto incontro con Meloni”

Giuseppe Sperduto - Foto di Ansa Foto
Giuseppe Sperduto – Foto di Ansa Foto

Il rischio dello sciopero dei benzinai in Italia previsto per il 25 e il 26 si fa sempre più concreto. È terminato con una fumata nera il terzo tavolo negoziale sul decreto trasparenza. Il governo ha proposto di alleggerire le sanzioni nei confronti di chi non espone i cartelli e di aggiornare settimanalmente (non più quotidianamente) i prezzi. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Sperduto, presidente nazionale di Faib Confesercenti.

Presidente, cosa non è successo durante l’incontro?
Non si è dato seguito alle proposte che noi avevamo avanzato per bypassare la problematica fondamentale, che sono le sanzioni, e non il cartello del prezzo medio regionale che ha sostituito quello nazionale. In pratica, per un cartello in più che può generare solo confusione, che noi dobbiamo manovrare, aggiornare e modificare, ci ritrovavamo sanzioni dai 500 ai 6mila euro. Questa mattina Urso ci ha proposto di mantenere i cartelli e scendere le sanzioni con un minimo di 200 a un massino di 800 euro, e un’app del ministero che accompagni questo sistema. Ma per quale motivo noi dobbiamo sottostare a un sistema sanzionatorio per una cosa che poco influisce sul prezzo alla pompa, che non decide il gestore? È inaccettabile”;

Quale difficoltà avreste aggiornando i prezzi sui cartelli?
Non è che non vogliamo aggiornare l’ennesimo cartello. Sugli impianti ce ne sono a bizzeffe ed è fantascienza. Il nostro settore è il più trasparente del commercio italiano e cerchiamo trasparenza da decenni, chiedendo tavoli per parlare dei contratti e dell’illegalità petrolifera. Hanno scoperto 120 milioni di evasione di Iva e accise: come si chiama questa? Si chiama illegalità petrolifera, e non la fanno certo i gestori”;

Cosa vi aspettate ora?
Ci aspettiamo che il governo analizzi quello che abbiamo detto stamattina. Non abbiamo nessun interesse a scioperare e andare contro i cittadini. Ma se restiamo inascoltati che alternativa abbiamo? È troppo facile bloccare il decreto e demandare al Parlamento. Ma chi ci garantirà tra 30-40 giorni? Vogliamo che il ministro Urso ci rifletta e ci riconvochi. Ed abbiamo chiesto un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per fare le nostre considerazioni. Perché quello che ci preoccupa non è un cartello, ma le sanzioni e che vengano scaricate tutte le responsabilità sui gestori”.