Gioielli e scatole vuole: il secondo covo di Matteo Messina Denaro e il sospetto che sia stato ripulito

Sarebbero stati trovati alcuni appunti e qualche carta, che andranno interpretati dagli investigatori.

Secondo covo Matteo Messina Denaro - Foto di Ansa Foto
Secondo covo Matteo Messina Denaro – Foto di Ansa Foto

Gioielli e pietre preziose, pezzi di argenteria, custodie vuote di gioielli, scatole: questo il contenuto del secondo bunker di Matteo Messina Denaro, che ieri è stato trovato e perquisito dalle forze dell’ordine. Era nascosto dietro il fondo scorrevole di un armadio ed è stato trovato attraverso dalla Guardia di Finanza attraverso uno screening catastale.

Si trova a pochi chilometri dall’abitazione ufficiale del capomafia, che viveva a Campobello di Mazara sotto il nome di Andrea Bonafede. Saranno le impronte digitali a stabilire se la stanza blindata sia stata o meno il nascondiglio segreto di Messina Denaro. E a ricostruire la rete dei fiancheggiatori.

Matteo Messina Denaro: il sospetto che il secondo covo sia stato svuotato

Gli inquirenti speravano di trovare il cosiddetto tesoro del boss: soldi, pizzini della corrispondenza mafiosa, l’archivio di Totò Riina che secondo alcuni pentiti potrebbe essere stato ereditato da Matteo Messina Denaro. Tuttavia sarebbero stati trovati alcuni appunti e qualche carta, che andranno interpretate. Il sospetto è che il bunker sia stato ripulito prima del blitz di Ris e Ros. Ad avvalorare questa tesi, ci sono alcune scatole vuole trovate a 48 ore dall’arresto del boss, il cui contenuto potrebbe essere stato portato via.

Chi è Errico Risalvato, proprietario dell’immobile

La palazzina a due piani in cui c’era il bunker del capomafia si trova in via Maggiore Toselli ed è di proprietà di Errico Risalvato, 70 anni, indagato e poi assolto nel 2001 dall’accusa di associazione mafiosa. Suo fratello Giovanni è stato invece condannato per mafia a 14 anni e oggi svolge da uomo libero l’attività di imprenditore del calcestruzzo.

Quando i carabinieri e i finanzieri sono arrivati, Errico Risalvato ha consegnato le chiavi della porta blindata trovata dietro l’anta dell’armadio. Ha sostenuto che si trattasse di un nascondiglio sicuro di beni della sua famiglia, ma non ha accennato a Messina Denaro.