Messina Denaro, Borsellino a iNews24: “Nelle scene della cattura c’è qualcosa che non mi quadra”

Salvatore Borsellino - Foto di Ansa Foto
Salvatore Borsellino – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino sull’arresto di Matteo Messina Denaro. 

L’arresto di Matteo Messina Denaro cambierà, secondo lei, gli equilibri della mafia?
È tutto da vedere, perché non basta il suo arresto. Un arresto che tra l’altro avviene dopo un tempo assolutamente assurdo e interminabile. È assurdo che un personaggio di questo calibro trascorra trent’anni in latitanza. Ed è la stessa cosa che è successa con Riina, con Provenzano. Adesso cosa cambia? Dovremo vedere. Dipende se si sia trattato solo di un’operazione di polizia o se ci sia qualcosa dietro, come sinceramente mi capita di pensare anche osservando le scene della cattura”;

Cosa intende?
Non è normale che un latitante del suo calibro venga accompagnato nell’auto che lo porterà alla sua nuova destinazione come se fosse fatto accomodare in un taxi. C’è qualcosa che mi turba nel vedere quella scena. Io ricordo che Totò Riina fu ammanettato e spinto nell’auto. E al confronto, la scena di Matteo Messina Denaro accompagnato nel vano, c’è qualcosa che non mi quadra”;

Sta dicendo che potrebbe essere plausibile l’ipotesi di una trattativa, come quella annunciata da Salvatore Baiardo nell’intervista con Massimo Giletti?
Io non posso scordare quell’intervista a novembre. Una persona che sicuramente conosce bene l’ambiente mafioso, che lancia spesso messaggi per conto dei Graviano, mesi fa parlava di una possibile resa di Matteo Messina Denaro che però avrebbe comportato un qualche tipo di “trattativa” – come detto esplicitamente da lui – per assicurare questa resa. Tutto mi turba e non mi fa essere contento del risultato dell’azione di polizia, e mi preoccupa immaginare un’ennesima trattativa tra mafia e Stato, perché una trattativa comporta sempre una contropartita”;

Nell’intervista che cita, Baiardo dichiarava che in qualche modo la trattativa stato-mafia non è mai finita…
Sì. Lanciava dei messaggi in codice. Speriamo che la cattura di Matteo Messina Denaro non sia il risultato di un qualche tipo di trattativa. Perché con la mafia non si dovrebbe trattare. La mafia si deve combattere: non si può né trattare né convivere con essa”;

Perché dice che è assurdo che siano serviti trent’anni per arrestare Matteo Messina Denaro?
Non è pensabile che trent’anni di latitanza possano essere assicurati solo dalla rete di connivenze di cui Messina Denaro sicuramente godeva nel suo territorio. Per questo tipo di latitanza, come per quelle di Riina e Provenzano, sono indispensabili anche le coperture istituzionali: se non altro delle “talpe” nelle strutture statali che possono avvisare i latitanti. Spesso è successo che venissero fatte irruzioni in altri covi e residenze di Matteo Messina Denaro: erano ancora “caldi” ma di lui non c’erano tracce. Quindi che la sua latitanza, come quelle di Riina e Provenzano siano state favorite, in qualche modo, non c’è dubbio. La stessa sentenza di Appello di Palermo nel processo sulla Trattativa, parla di una latitanza “soft”, in qualche maniera “protetta” per quanto riguarda Provenzano. Questo è un bruttissimo sintomo che lo Stato possa arrivare a trattare con la mafia per ottenere risultati come questo”;

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che non cambierà l’ergastolo ostativo.
Me lo auguro. Se questo avvenisse come spero, sarà sicuramente un titolo di merito per questo governo. Troppo a lungo il Parlamento è stato inerte anche sulla raccomandazione della Corte Costituzionale di intervenire. Nei precedenti governi sono state perse tante occasioni. E se si intervenisse per impedire che criminali di questo calibro e non soltanto – senza aver collaborato con la giustizia, possano godere di benefici penitenziari come l’interruzione della pena dell’ergastolo dopo un certo numero di anni – sarebbe un grande merito per questo governo, visto il tentennamento di quelli precedenti su questa problematica”.