Quota 41, a chi conviene la riforma delle pensioni: i conti in tasca allo Stato

Cosa cambia per tutti i lavoratori italiani, anche nei soldi

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Quota 41, a chi conviene la riforma delle pensioni (Inews24.it)

Da Quota 103 a Quota 41, la nuova riforma delle pensioni è pronta anche se in realtà il suo debutto non sarà immediato. A regime infatti i costi per lo Stato sarebbero tra i 6 ed i 9 miliardi di euro all’anno almeno nei primi dieci anni per portarla a regime, al momento insostenibili.

Intanto però anche i lavoratori italiani e i sindacati fanno i conti, per capire a chi può convenire la nuova modifica dell’età per accedere alla pensione. Sicuramente ne beneficeranno quelli che erano rimasti esclusi da Quota 103, cioé donne e uomini del 1958 e che matureranno 41 anni di contributi nel 2024. Loro quindi potrebbero anticipare di un anno lo stop.

E a pioggia, la riforma andrà a pesare su tutte le generazioni future, almeno per quelli che anno cominciato a lavorare attorno ai 25 anni. Chi invece ha cominciato in età più avanzata, oppure non ha tutti i contributi necessari invece non cambierà al momento nulla e i criteri rimarranno quelli che già regolavano la materia negli ultimi anni.

Quindi, per chiarirci, sicuramente la riforma conviene a chi ha avuto un lavoro stabile e regolarmente retribuito negli anni. Ma converrà, almeno sulla carta, alle nuove generazioni che avranno un quadro chiaro dell’età pensionabile. Chi è nato dagli anni ’80 in poi, almeno sulla carta, potrà staccare con il lavoro almeno con 4 anni di anticipo rispetto a quello che è successo negli ultimi anni.

Quota 41, a chi conviene la riforma delle pensioni: il calcolo dei soldi

Una rivoluzione certamente, ma a livello economico conviene? Sì, a patto di non anticipare troppo l’ingresso tra i pensionati. I calcoli infatti sono chiari: fino al 12% in meno per gli uomini e fino al 9% per le donne, stime che dipendono dal futuro aumento della speranza di vita.

Con Quota 41andrebbe sicuramente a scomparire la differenza fondamentale tra lavoratori e lavoratrici, perché il termine ultimo sarebbe uguale per tutti mentre adesso le donne vanno un anno prima. Inoltre si annuncia più semplice il riscatto per raggiungere l’anzianità contributiva minima richiesta, almeno per chi si è laureati in corso e ha cominciato subito a lavorare.

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Quota 41, il calcolo dei soldi (Pixabay)

Qui torniamo però sulle spese per lo Stato. Come evidenziano i primi calcoli dell’Istat e le tabelle dell’Inps, garantire la sostenibilità della riforma non sarà semplice. Una prima correzione arriverà con l’introduzione dei limiti minimi di età, esattamente come è stato con Quota 103.