Stipendi per i dipendenti, arriva l’aumento: quando scatta e cosa comporta

Il taglio del cuneo fiscale per molti lavoratori provoca modifiche.

Stipendi aumento
Stipendi per i dipendenti, arriva l’aumento (Pixabay)

Un taglio del cuneo fiscale pari a 5 punti. Lo avevano chiesto con forza i sindacati e il mondo del lavoro, ancora prima che la Manovra 2023 diventasse legge. Era anche nel programma di Fratelli d’Italia e un primo passo è stato fatto anche se non quello finale. Ma grazie a questi, gli stipendi per milioni di lavoratori dipendenti italiani e pensionati andranno ad aumentare.

Un modo per adeguare gli stipendi al costo della vita ma con il rischio concreto che una parte del reddito entri nello scaglione Irpef più alto. E questo, in buona sostanza, significherebbe anche creare l’effetto opposto, aumentando le tasse che il lavoratore deve pagare.

La legge di Bilancio 2023 ha messo nero su bianco la svolta. Da una parte è stato rinnovato lo sgravio contributivo pari al 2% per i redditi fino a 35mila euro introdotto dal governo Draghi. Dall’altra però stato esteso al 3% per i redditi che arrivano fino a 25mila euro, allargando così la platea dei beneficiari.

Ecco perché già a partire dal mese di febbraio la busta paga per molti lavoratori italiani sarà leggermente più pesante. Facendo un esempio concreto, per chi guadagna fino a 2.690 euro lordi il taglio sarà pari al 2%, mentre per chi ne prende fino a 1.923 euro lordi, il taglio sarà pari al 3%. E lo sgravio andrà avanti per tutto l’anno, tredicesima compresa.

Stipendi per i dipendenti, arriva l’aumento: i rischi per l’aumento della quota Irpef

Ma il taglio del cuneo fiscale peserà anche sulla riduzione dei contributi e quindi sparisce anche una parte dell’onere che il contribuente può dedurre per abbassare l’imponibile fiscale. In parole semplici, aumenta la base di calcolo dell’Irpef modificando la detrazione fiscale e quindi l’aumento di stipendio non inciderà fino in fondo nell’economia dei lavoratori e dei pensionati italiani.

In ogni caso, con il taglio del cuneo fiscale, ogni 1.000 euro lordi al mese i contributi scenderanno dal 7,19% di fine 2022 al 6,19% del 2023 e questo significa un aumento in busta paga pari a 10 euro. Per un reddito tra 15mila e 17.500 euro l’aumento sarà pari a circa 28 euro al mese, per uno tra 20mila e 222.500 euro lordi l’anno da 33 a 37 euro e così via

Stipendi Irpef
Stipendi, come cambia l’Irpef (Pexels)

A queste fasce di stipendi corrispondono però anche quelle legate alla quota Iperf da versare. Allo stato attuale per gli stipendi lordi fino a 15mila euro è del 23%, da 15mila a 28mila del 25%, da 28mila fino a 50mila del 35% e oltre 50mila del 43%.