Decreto benzina, Ghidini (Federconsumatori) a iNews24: “È un pessimo auspicio, vi spiego cosa succederà a marzo”

Fabrizio Ghidini - Screenshot di Federconsumatori Parma/Facebook
Fabrizio Ghidini – Screenshot di Federconsumatori Parma/Facebook

distributori di benzina dovranno esporre il prezzo medio nazionale dei carburanti che ogni giorno verrà elaborato dal Ministero dell’Ambiente. La decisione è stata presa ieri dal governo, con un decreto ad hoc a tutela dei consumatori per fermare la speculazione e il rincaro dei prezzi che si è verificato quando è terminato lo sconto sulle accise.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio Ghidini, responsabile del Dipartimento Energia di Federconsumatori.

Il decreto benzina tutela i consumatori?
È un decreto è ridicolo, una cura palliativa. Il governo avrebbe dovuto ripristinare gli sconti sulle accise o cominciare a mettere in atto una riforma del sistema di tassazione sulla benzina. Non ha fatto né l’una né l’altra cosa, ma obbliga i distributori ad esporre il cartello dei prezzi. È paradossale. Inoltre si aspetta che i prezzi si assestino a 1,8 euro, mentre fino a ieri erano a 1,6. Questo decreto è un pessimo auspicio per la partita che si dovrà giocare a marzo”;

Si spieghi…
Le misure previste dal governo contro il caro-energia nella Legge di Bilancio termineranno a marzo. Cosa succederà poi? Non vorrei, ma lo temo, che questo sia l’inizio dell’abbandono delle politiche energetiche di sostegno in senso lato, introdotte a luglio 2021 e che si sono ulteriormente sviluppate nel 2022. È un segnale preoccupante, perché a breve ci saranno partite ancora più consistenti di quelle che oggi riguardano le accise. È necessario aprire un confronto con le associazioni dei consumatori”;

Esporre i cartelli con i prezzi fermerà in qualche modo la speculazione?
“Con l’obbligo di esporre il cartello con i prezzi fuori dai distributori e con maggiori controlli, può essere che si eliminino alcuni fenomeni di speculazione particolarmente evidenti. Ma resta il fatto che il governo ha eliminato misure introdotte da quello precedente e questo costerà ai cittadini che usano l’automobile alcune centinaia di euro all’anno. A ciò si aggiungono i rincari generali e i costi dell’energia”.