Roma e Napoli: qual è il motivo degli scontri tra tifosi di domenica

Secondo le prime indagini le due tifoserie si sarebbero scontrate per una sorta di resa dei conti per la morte del 26enne napoletano, ucciso nel 2014 da Daniele De Santis.

Scontri tra tifosi Roma-Napoli - Foto di Ansa Foto
Scontri tra tifosi Roma-Napoli – Foto di Ansa Foto

Condanno come sempre faccio da anni in ogni luogo in cui parlo, tutto ciò che è violenza nel calcio e che per me e tutta l’Associazione che rappresento in memoria di mio figlio, deve essere aggregazione, sportività e rispetto, e non altro”. In una nota stampa dell’Associazione Ciro Vive, Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, condanna gli scontri tra tifosi in A1 avvenuti ieri, domenica 8 gennaio, tra gli ultras della Roma e del Napoli.

Secondo le prime indagini le due tifoserie si sarebbero scontrate per una sorta di resa dei conti per la morte del 26enne napoletano, ucciso nel 2014 da Daniele De Santis.

Devo anche constatare però che nonostante i miei appelli, c’è una parte di queste istituzioni che continuano ad essere sordi di fronte e un fenomeno che sembra sopito ma a cui basta una scintilla per riesplodere e l’episodio di oggi ne è la conferma”, continua Antonella Leardi.

Stando alle prime indagini, i tifosi si erano dati “un appuntamento”, lo confermano anche i giornali e ci sarebbero anche delle chat che nei giorni scorsi sono state sequestrate dalla polizia.

Dopo il fermo del tifoso romanista ferito, nuovi arresti sono attesi per oggi con la “flagranza differita”. 

Scontri tra tifosi di Roma e Napoli: la ricostruzione della Questura

Intorno alle 13.30 di ieri, circa 350 tifosi del Napoli si sono fermati all’autogrill di Badia del Pino con più veicoli. Dopodiché sono arrivati gli ultras della Roma. Secondo la Questura, questi erano stati “molto probabilmente avvisati della presenza dei napoletani”, quindi “hanno rallentato la marcia fino a fermarsi all’altezza dell’area di sosta mentre una parte della tifoseria del Napoli ha iniziato un fitto lancio di oggetti verso le autovetture sulla carreggiata”. A quel punto gruppi di tifosi, vestiti di nero e travisati, avrebbero cominciato a lanciare petardi e sassi contro le auto nell’area di servizio. Alcuni erano armati di bastoni.

Entrambi i gruppi in brevi attimi si sono spostati all’altezza dell’uscita dell’autogrill e sono entrati in contatto per pochi minuti”. Da qui la decisione della polizia di bloccare l’A1 per 50 minuti, al termine dei quali è riuscita ad allontanare le due tifoserie.

Sempre secondo la Questura, i tifosi romanisti “dopo circa 15 minuti sono ripartiti, mentre quelli napoletani sono rimasti nell’area di servizio e successivamente scortati fino a Genova da personale delle forze di polizia”. 

La madre di Ciro Esposito: “La morte di mio figlio non ha insegnato nulla”

Forse la morte di mio figlio non ha insegnato nulla, forse le passerelle di qualcuno si sono perse nell’oblio. Io continuerò a credere che il calcio possa cambiare fin quando il buon Dio mi darà la forza per farlo”, conclude Antonella.