Covid, “liberi tutti in Cina”: perché si temono milioni di morti in pochi mesi

Su Weibo, Twitter locale, si è scoperto che pochi giorni dopo la fine del lockdown e del tracciamento, le infezioni sono aumentate e il sistema sanitario nazionale sarebbe già in crisi. 

Covid Cina - Foto di Ansa Foto
Covid Cina – Foto di Ansa Foto

Il 7 dicembre del 2022 la Cina ha deciso di annullare tutte le restrizioni anti-Covid dando il via a un liberi tutti che, dopo tre anni di politica zero-Covid, spaventa l’Occidente, ma anche gli stessi cittadini.

Alcuni Paesi hanno adottato subito misure di sicurezza per chi arriva dalla Cina, cioè i tamponi obbligatori, anche perché il governo non fornisce informazioni utili circa i numeri dei contagi. Quello che trapela è preoccupante e le notizie arrivano anche dai social.

Covid Cina, anche i cittadini sono preoccupati

Su Weibo, Twitter locale, si è scoperto che pochi giorni dopo la fine del lockdown e del tracciamento, le infezioni sono aumentate e il sistema sanitario nazionale sarebbe già in crisi.

Alcuni responsabili cinesi avanzano l’ipotesi di circa 4mila nuovi casi giornalieri per lo più asintomatici. Ma gli esperti internazionali hanno parlato di cifre ben più alte, fino a un milione al giorno, rispetto a una popolazione totale di 1 miliardo e 400 milioni. Quello che spaventa ancora di più è la notizia trapelata di ospedali al collasso e bare accatastate negli obitori.

Prima della fine delle restrizioni, a novembre, molti cittadini cinesi erano scesi in piazza per manifestare contro le chiusure. E oggi invece i cinesi sono preoccupati per la situazione e preferiscono restare a casa evitando uscite non necessarie.

Perché l’Occidente è preoccupato

l’Occidente è preoccupato per l’eventuale diffusione di nuove varianti provenienti dalla Cina. Ma pare che da questo punto di vista si possa stare tranquilli. L’Oms, sulla scorta delle sequenze fornite dai cinesi, ha rassicurato che le varianti della Repubblica popolare sono le stesse che circolano da noi.

Cosa pensa il virologo cinese

Non è chiaro se la comunità scientifica cinese sia d’accordo con la decisione del governo. Tuttavia in un podcast, il virologo Jin Donyan dell’Università di Hong Kong ha affermato che non ci sono ragioni, al momento, per temere l’arrivo di una nuova variante mortale. “Non dico che l’emergere di una variante pericolosa sia impossibile. Dico solo che la probabilità è davvero minima”.